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Se Liquid Diamond è un mondo io sono la Svizzera

28 Jul 2010 _ a cura di Chiara Di Lullo

Immaginate Liquid Diamond come un mondo, al suo interno ci sono gli stati.

Immaginate Development Land: pochi alberi ma tante catene montuose di codici, sigle e verbi incomprensibili.

I suoi abitanti Developer si fanno chiamare anche agili e si esprimono attraverso un idioma pressoché inaffrontabile: esiste una lingua ufficiale di stato composta da pochi elementi di base, il problema è che poi ogni città attorno alla lingua base costruisce il suo dialetto. Html, Css, Php, Java... se sentite qualcuno che dice: "lavora sul blocco nel content box" e in tutta risposta: "sì, ma devo editare il template del modulo" o se mai qualcuno vi chiedesse se "c'è Mootools attivo" o "quanto manca al pomodoro" probabilmente state parlando con Denis e Andrea o con Fabiano.

Così come in Svizzera si parlano almeno 4 lingue ufficiali di stato, almeno il triplo dei dialetti, e in ogni caso la lingua di chiunque porti capitali nelle sue banche, allo stesso modo la sottoscritta in certi casi funge da traduttore Liquid Diamond <-> Mondi esterni.

il mondo Liquid Diamond

Interaction Design Land è lo stato indipendente a cavallo del confine che separa quello dei Developer da quello dei Grafici/Designer. Popolato principalmente da piccoli nerd attenti allo stile, in Interaction Design Land nulla è casuale: i suoi abitanti sono sempre concentrati sullo studio e la definizione delle logiche comunicative che sottendono ad un'azione. Funzionalità, user experience, ergonomia sono i fondamenti sui quali hanno fondato la loro costituzione. E' un bel paese: giardini alimentati da sistemi di irrigazione gestiti attraverso le community e i social networks, colori sobri e sempre studiati per il rispetto del visitatore, massimo rispetto per ambiente e ecologia.

Suscitano grande ammirazione in chi li osserva dall'esterno, escono di rado: bisogna invitarli in terreno neutrale per gli incontri ufficiali. Ed ecco che torna in gioco la Svizzera: ciò che fanno suona sempre un po' di magia e un po' di insulto, bisogna stare sempre attenti al rispetto del cerimoniale internazionale: Andrea Collet che chiede a Giuseppe per quando pensa di abilitare gli sketch su quasinotes ha sì quel sentore di mistero che fa subito gioco di prestigio, ma quando Giuseppe lo guarda col sopracciglio alzato e Andrea ribatte con "eh, scusa, no perché sai che nei miei momenti di spleen...aspetta che questa la twitto!" scatta immediata in chi li ascolta la sensazione che parlino di qualcosa di losco o peggio ancora che vi stiano insultando in codice!!!

In Copywriter's Island vive principalmente Valentino, storyteller surreale e con un'identità stratificata. Giovane scrittore dall'occhio appuntito e il cervello veloce e, allo stesso tempo, musicista glamour con glitter blu sugli occhi e in tuta in latex viola, sì, giorno e notte, d'inverno e d'estate. Non è ancora chiaro che effetti abbia questo materiale sui suoi pensieri e se abbia davvero una pelle sotto.

Così come in Svizzera vivono degli svizzeri italiani, anche in LD esiste una Svizzera Copywriter. Io.

Il mondo Liquid Diamond - La Svizzera

Non mi vesto in latex ma porto i tacchi alti e la gonna: sembra che qui dentro sia già sufficiente per assumere un'identità riconoscibile.

Nella Designers&Graphic Nation vivono Massimo, Enrico, Enrico e Enrico. Loro fanno le magie. Fanno diventare le parole di Valentino degli ordinati paragrafi in qualsiasi spazio a disposizione, colorano le lettere ad hoc, ingrassano modelle troppo magre, creano loghi... matita, foglio o photoshop che sia non importa, loro magheggiano: è che come tutti gli artisti della magia agiscono un po' nell'ombra, sfruttano l'effetto sorpresa. La Svizzera spesso si ritrova a fare da supporto neutrale: nella bontà della magia bisogna credere senza conoscerne i trucchi. Fidatevi di me.

In ultimo c'è lo staterello del Management: un brutto posto. Burocrazia, contratti, strategie, leadership, budget, bilanci... e due presidenti: Samuel e Fabiano.

Tutto qui funziona un po' come tra marito e moglie (a voi scoprire chi sia l'uno e chi l'altra): ecco in questa casa faccio tutto io, faccio da me perché tu non hai nessun senso pratico, perché lui è fatto così-non sono io che sono fatto così sei tu che non mi capisci... ma alla fine come nel migliore dei matrimoni si resta insieme, la famiglia funziona e la Svizzera fa da cuscinetto.

Qualcuno all'inizio ha temuto che fossi la Svizzera dei collegi e della signorina Rottermeier, qualcuno ha pensato fossi la Svizzera delle libertà oltre frontiera italiana, qualcuno quella delle relazioni con i grossi capitali e dei trattati di pace in terreno neutrale, forse quella del multilinguismo e della convivenza fra culture diverse.

Nessuno aveva torto, nessuno completamente ragione.

Sono Chiara, e se Liquid Diamond è un mondo io sono la Svizzera.

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Voliamo a San Francisco!

02 Jul 2010 _ a cura di Giuseppe Cosmai

Un lavoro di pochi, ma intensi giorni di definizione stilistica e strutturale con Andrea Collet ed ecco che il nuovo sito di presentazione della Business Process Engineering S.r.l. viene già esibito da Augusto Mabboni alla conferenza 360° Semantic Technologies di San Francisco, il 25 giugno 2010.

tl_files/liquiddiamond/blog/semtech_sito.jpg

Siamo orgogliosi di essere al servizio dell'avanguardia e dell'innovazione nelle tecnologie di gestione dei processi semantici e del management aziendale, e siamo certi che questo progetto ambizioso continuerà a riscuotere notevole successo in un momento storico assetato di novità e soluzioni in grado di supportare gli avanzamenti tecnico-scientifici.

Buona navigazione! ;) www.bpeng.com

Business Process Engineering homepage

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Gestire un sito in Flash da CMS - L'esempio di V.E.com.

13 Jan 2010 _ a cura di Andrea Collet

Circa dieci anni fa Jackob Nielsen nel suo articolo Flash: 99% Bad scriveva quanto la tecnologia di Flash usata nei siti internet non solo vada contro le regole di una buona usabilità e user experience, ma anche di come essa rappresenti un ostacolo alla creazione e gestione di contenuti dinamici. Il primo problema è tema di scambi d'opinione che si trascinano ancora oggi, perciò non lo affronteremo in questa sede poiché andrebbe oltre i propositi di questo post (lo stesso Nielsen ha poi proposto delle linee guida per lo sviluppo su questa piattaforma). Sulla staticità dei contenuti, invece, possiamo tirare un sospiro di sollievo poiché di anno in anno ActionScript si è evoluto permettendo agli sviluppatori di collegare un sito web in Flash ad un software CMS (Content Management System).

Prima della nascita di ActionScript l'aggiunta o la modifica di un testo richiedevano l'apertura dell'intero codice sorgente del sito (utilizzando Flash, dato che il formato è proprietario), quindi la digitazione del nuovo testo, la successiva ricompilazione del file SWF e l'upload del medesimo file sul server. Ad esempio, aggiornare o tradurre in un'altra lingua un intero catalogo di prodotti avrebbe richiesto oneri considerevoli di tempo e denaro da parte del cliente e portato lo sviluppatore alla disperazione; perciò per i progetti in cui si necessitasse una certa praticità nella gestione delle informazioni, si è sempre optato per una sito in classico XHTML + CSS, affiancato da un'accoppiata formata da un database e da un software CMS per la gestione delle informazioni.

Ne è passata parecchia di acqua sotto ai ponti da allora e fortunatamente oggi non è più necessario rinunciare alla dinamicità della grafica in Flash anche per progetti di questo tipo.
Il restyling del sito V.E.com, ridisegnato dall'Arch. Elisabetta Franchin, uno degli ultimi progetti ai quali abbiamo lavorato,
ad esempio, è caratterizzato da una nuova grafica animata in Flash, unita alla comoda gestione su un CMS creato ad hoc.

Schermata del sito vecom.it

Prendiamo ad esempio la galleria di immagini nella homepage: il cliente deve solo preoccuparsi di scegliere le immagini e caricarle nel server tramite l'intuitiva interfaccia del CMS. Non importa che esse siano 4 o 68: il codice si occupa del loro caricamento visualizzando una barra di progresso e della visualizzazione una per una, mantenendo sempre gli effetti di dissolvenza e generando un movimento armonioso e sempre diverso di figure. Questo si traduce in un risparmio di tempo e di risorse, sia da parte del cliente, sia da parte dello sviluppatore.

Lo stesso vale per la galleria delle realizzazioni: sempre tramite l'interfaccia del CMS il cliente può aggiungere nuovi progetti al portfolio e per ciascuno definirne le immagini, un testo descrittivo ed altre informazioni. Il testo è molto lungo? Nessun problema: il sito provvederà automaticamente a creare le frecce per lo scorrimento. Si vuole cambiare una delle immagini? Niente di più facile: basta caricare la nuova immagine nel CMS ed il problema è risolto. Tanti progetti per una sola schermata? Zero pensieri poiché il software si occupa di distribuirli automaticamente su più pagine, aggiungendo le frecce per la navigazione.

Schermata del sito vecom.it (realizzazioni)

Tutto questo è possibile grazie alla generazione di un file XML, che traduce la struttura delle informazioni del CMS in un formato interpretabile da parte del codice ActionScript. Ogni volta che il file viene modificato, ActionScript lo rilegge e si occupa di ridisporre graficamente i contenuti.

Allora, siete ancora sicuri che non sia possibile gestire contenuti dinamici in Flash? ;)

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