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Se Liquid Diamond è un mondo io sono la Svizzera

28 Jul 2010 _ a cura di Chiara Di Lullo

Immaginate Liquid Diamond come un mondo, al suo interno ci sono gli stati.

Immaginate Development Land: pochi alberi ma tante catene montuose di codici, sigle e verbi incomprensibili.

I suoi abitanti Developer si fanno chiamare anche agili e si esprimono attraverso un idioma pressoché inaffrontabile: esiste una lingua ufficiale di stato composta da pochi elementi di base, il problema è che poi ogni città attorno alla lingua base costruisce il suo dialetto. Html, Css, Php, Java... se sentite qualcuno che dice: "lavora sul blocco nel content box" e in tutta risposta: "sì, ma devo editare il template del modulo" o se mai qualcuno vi chiedesse se "c'è Mootools attivo" o "quanto manca al pomodoro" probabilmente state parlando con Denis e Andrea o con Fabiano.

Così come in Svizzera si parlano almeno 4 lingue ufficiali di stato, almeno il triplo dei dialetti, e in ogni caso la lingua di chiunque porti capitali nelle sue banche, allo stesso modo la sottoscritta in certi casi funge da traduttore Liquid Diamond <-> Mondi esterni.

il mondo Liquid Diamond

Interaction Design Land è lo stato indipendente a cavallo del confine che separa quello dei Developer da quello dei Grafici/Designer. Popolato principalmente da piccoli nerd attenti allo stile, in Interaction Design Land nulla è casuale: i suoi abitanti sono sempre concentrati sullo studio e la definizione delle logiche comunicative che sottendono ad un'azione. Funzionalità, user experience, ergonomia sono i fondamenti sui quali hanno fondato la loro costituzione. E' un bel paese: giardini alimentati da sistemi di irrigazione gestiti attraverso le community e i social networks, colori sobri e sempre studiati per il rispetto del visitatore, massimo rispetto per ambiente e ecologia.

Suscitano grande ammirazione in chi li osserva dall'esterno, escono di rado: bisogna invitarli in terreno neutrale per gli incontri ufficiali. Ed ecco che torna in gioco la Svizzera: ciò che fanno suona sempre un po' di magia e un po' di insulto, bisogna stare sempre attenti al rispetto del cerimoniale internazionale: Andrea Collet che chiede a Giuseppe per quando pensa di abilitare gli sketch su quasinotes ha sì quel sentore di mistero che fa subito gioco di prestigio, ma quando Giuseppe lo guarda col sopracciglio alzato e Andrea ribatte con "eh, scusa, no perché sai che nei miei momenti di spleen...aspetta che questa la twitto!" scatta immediata in chi li ascolta la sensazione che parlino di qualcosa di losco o peggio ancora che vi stiano insultando in codice!!!

In Copywriter's Island vive principalmente Valentino, storyteller surreale e con un'identità stratificata. Giovane scrittore dall'occhio appuntito e il cervello veloce e, allo stesso tempo, musicista glamour con glitter blu sugli occhi e in tuta in latex viola, sì, giorno e notte, d'inverno e d'estate. Non è ancora chiaro che effetti abbia questo materiale sui suoi pensieri e se abbia davvero una pelle sotto.

Così come in Svizzera vivono degli svizzeri italiani, anche in LD esiste una Svizzera Copywriter. Io.

Il mondo Liquid Diamond - La Svizzera

Non mi vesto in latex ma porto i tacchi alti e la gonna: sembra che qui dentro sia già sufficiente per assumere un'identità riconoscibile.

Nella Designers&Graphic Nation vivono Massimo, Enrico, Enrico e Enrico. Loro fanno le magie. Fanno diventare le parole di Valentino degli ordinati paragrafi in qualsiasi spazio a disposizione, colorano le lettere ad hoc, ingrassano modelle troppo magre, creano loghi... matita, foglio o photoshop che sia non importa, loro magheggiano: è che come tutti gli artisti della magia agiscono un po' nell'ombra, sfruttano l'effetto sorpresa. La Svizzera spesso si ritrova a fare da supporto neutrale: nella bontà della magia bisogna credere senza conoscerne i trucchi. Fidatevi di me.

In ultimo c'è lo staterello del Management: un brutto posto. Burocrazia, contratti, strategie, leadership, budget, bilanci... e due presidenti: Samuel e Fabiano.

Tutto qui funziona un po' come tra marito e moglie (a voi scoprire chi sia l'uno e chi l'altra): ecco in questa casa faccio tutto io, faccio da me perché tu non hai nessun senso pratico, perché lui è fatto così-non sono io che sono fatto così sei tu che non mi capisci... ma alla fine come nel migliore dei matrimoni si resta insieme, la famiglia funziona e la Svizzera fa da cuscinetto.

Qualcuno all'inizio ha temuto che fossi la Svizzera dei collegi e della signorina Rottermeier, qualcuno ha pensato fossi la Svizzera delle libertà oltre frontiera italiana, qualcuno quella delle relazioni con i grossi capitali e dei trattati di pace in terreno neutrale, forse quella del multilinguismo e della convivenza fra culture diverse.

Nessuno aveva torto, nessuno completamente ragione.

Sono Chiara, e se Liquid Diamond è un mondo io sono la Svizzera.

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E tu il venerdì come lo usi?

16 Jul 2010 _ a cura di Samuel Gentile

Alcuni dei nostri clienti lo sanno già da un po' e il venerdì il telefono suona di rado.
Come?? Il venerdì è forse il giorno più caotico della settimana, con il week-end alle porte, si pensa ai mille impegni a cui non si vuole arrivare impreparati e il lavoro spesso è solo una fastidiosa scocciatura che si intromette nei nostri pensieri.

Da qualche mese abbiamo riconsiderato il venerdì da un altro punto di vista, riservandolo a noi stessi. Detto così, sembra un elogio all'egoismo e all'arroganza invece... in questo giorno speciale studiamo per i nostri clienti attuali e futuri e ci prendiamo il tempo per capire in cosa dobbiamo migliorare. Ecco che il lunedì ci troverai sempre un po' cambiati.
E tu ti prepari al lunedì?

Venerdì formazione e LAB in Liquid Diamond
Nella foto un "momento LAB" di Andrea Collet e Giuseppe Cosmai

Ci siamo dati una regola semplice, con uno scopo preciso: 4 ore alla settimana alla formazione personale e di gruppo e altre 4 ore all'organizzazione dei progetti e del tempo.

Ma in pratica cosa vuol dire?
Beh è semplice, il venerdì mattina studiamo. Nessuno è perfetto, ma tutti possono migliorare e, nel nostro ambiente, di innovazioni da testare e sperimentare ce ne sono per tutti i gusti, tutti i giorni. Quindi libri alla mano, tutorial sul monitor oppure tutti all'aria aperta, impariamo cose nuove e sperimentiamo nuove soluzioni su progetti decisamente innovativi.

Il pomeriggio invece è dedicato alla riunione organizzativa. Ci serve per fare il riepilogo delle attività svolte (e non svolte) durante la settimana e pianificare quella successiva, anche in funzione dei nuovi progetti, che partono sempre di lunedì, un po' come le diete, ma con maggior successo ;)

Elenco dei progetti sulla lavagna, checklist sul tavolo in sala riunioni, blocco notes e calendario, sei cappelli da indossare e condivisione degli obiettivi sono gli strumenti indispensabili che abbiamo individuato per i nostri incontri.

Riunione operativa del venerdì
In questa foto foto la "Riunione Organizzativa" del tempo da dedicare ai progetti di squadra

Ci riserviamo questo momento organizzativo per poter amministrare al meglio il tempo che abbiamo a disposizione nei quattro giorni di lavoro (lun-gio) durante i quali sviluppiamo i progetti dei nostri clienti.

Se vuoi venire a vedere come funziona qui dentro il venerdì scrivici una email ok?
Siamo sempre alla ricerca del metodo migliore per organizzare il tempo, tu no?

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Tra tre letture 3.0

07 Jul 2010 _ a cura di Samuel Gentile

I miei amici e soprattutto i miei colleghi lo sanno da tempo, chi invece segue il mio profilo personale su aNobii se ne accorge grazie al filtro "libri in lettura", sì, io non ce la faccio proprio a leggere un solo libro alla volta, mi butto contemporaneamente su volumi diversi, approfondisco argomenti distanti tra loro, senza una vera connessione, solo per il gusto di dedicare qualche minuto al giorno per imparare cose nuove.

Di solito questo caos letterario genera un po' di confusione e offre parecchi aneddoti da raccontare davanti alla macchinetta del caffè, ma questa volta è diverso, ho un tris d'assi in mano e voglio giocare a carte scoperte!

Non ho ancora finito di leggerli, non si tratta dunque di una recensione, ci tengo però a mettervi al corrente dell'entusiasmo con cui salto da una rilegatura all'altra, trovando incredibili connessioni e scoprendo un illuminante fil rouge che riesce ad offrirmi un'istantanea di come potrà essere interpretata l'economia e la società imprenditoriale nei prossimi anni.

Lo scenario è promettente ed esaltante: le figure chiave saranno dei professionisti che ci guideranno al cambiamento e alla motivazione negli ambienti di lavoro, di conseguenza il marketing subirà una trasformazione e da quel momento il business dovrà tener conto dell'anima del singolo e della collettività.

Marketing 3.0 e Drive

Certo, tutto questo non sarà visibile e tangibile domattina al nostro risveglio, ci vorrà ancora del tempo per respirare questa nuova modalità, ma la cosa più importante è anticipare i tempi, essere pronti per quando sarà il momento giusto e, perché no, contribuire attivamente a trasformare il business, l'azienda, il team, ogni singola persona ad un livello 3.0.

La chiave di svolta
di Seth Godin
ISBN: 9788820048822

Drive
di Daniel H. Pink
ISBN: 9788845316081

Marketing 3.0
di Philip Kotler, Hermawan Kartajaya, Iwan Setiawan
ISBN: 9788863451337


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Voliamo a San Francisco!

02 Jul 2010 _ a cura di Giuseppe Cosmai

Un lavoro di pochi, ma intensi giorni di definizione stilistica e strutturale con Andrea Collet ed ecco che il nuovo sito di presentazione della Business Process Engineering S.r.l. viene già esibito da Augusto Mabboni alla conferenza 360° Semantic Technologies di San Francisco, il 25 giugno 2010.

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Siamo orgogliosi di essere al servizio dell'avanguardia e dell'innovazione nelle tecnologie di gestione dei processi semantici e del management aziendale, e siamo certi che questo progetto ambizioso continuerà a riscuotere notevole successo in un momento storico assetato di novità e soluzioni in grado di supportare gli avanzamenti tecnico-scientifici.

Buona navigazione! ;) www.bpeng.com

Business Process Engineering homepage

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Scrivereste a 3000 donne per pubblicizzare abbigliamento da uomo?

14 Jun 2010 _ a cura di Giuseppe Cosmai

Che ci si occupi della gestione di un piccolo market, di una concessionaria o di uno studio di comunicazione, prima o poi si approccia la necessità di un piano di crescita del volume d'affari.
Spesso in quest'ottica si tende a scegliere strategie di marketing ben sperimentate o soluzioni già viste in precedenza, così da limitare i rischi dell'investimento. Il risultato? Campagne di comunicazione pubblicitarie banali, noiose, condite da jingle ai limiti tra nausea e nevrosi e da superofferte che quasi quasi piuttosto scelgliamo l'uscita senza acquisti...

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È invece quello di scoprirsi alla deriva nell'improponibile, nell'inconsueto o nel fuori fase il segnale dell'avvicinamento a quell'idea originale ed accattivante che contraddistingue la strategia comunicativa di successo.
Ce lo suggeriscono Stan Rapp e Thomas L.Collins, fondatori della più grande realtà di direct marketing mondiale, che nel corso della loro brillante carriera non si sono lasciati sfuggire le idee più geniali ed allo stesso tempo semplici con cui una serie di professionisti ha visto crescere vorticosamente i propri business, collezionandole in Mandategli un calzino solo, testo piacevolmente scorrevole.

Prendiamo ad esempio la storia di Max Grassfield, probabilmente scapolo, commerciante di abbigliamento maschile di Denver, che dovendo pubblicizzare una campagna natalizia provò, pur scettico, ad inviare buoni sconto a 3000 donne, ottenendo un ritorno stratosferico di investimento e la dimostrazione inaspettata che le mogli hanno un'influenza non trascurabile sui guardaroba e sugli acquisi dei loro coniugi.

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Rapp e Collins ci raccontano questa ed altre 66 idee semplici quanto preziose, spiegandoci come si rendano applicabili a qualsiasi ambito merceologico, sia esso modesto o già ben sviluppato, proprio per la loro semplicità. Un'ottimo spunto non tanto per trarne nuove idee, quanto per liberarne i processi di generazione, spesso intrappolati nelle gabbie della consuetudine.

Puoi comprarlo on line: Hoepli.it oppure BOL.it
Codice EAN / ISBN: 978886345007

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Alla ricerca dell'isola che forse c'è

10 May 2010 _ a cura di Andrea Collet

Ve la immaginate un'agenzia di comunicazione ideale? E che requisiti deve soddisfare per definirsi tale?
Mica semplice rispondere.
Complice forse la moltiplicazione dei canali comunicativi avvenuta negli ultimi vent'anni, non è facile orientarsi in quel fluido che sono i nuovi media e le nuove strategie di comunicazione.

Not Available - Emanuele Nenna

Emanuele Nenna, che su questo magma naviga a vele spiegate dai primi anni '90, intraprende un viaggio attraverso un orizzonte di competenze e strategie, trascrivendo le sue avventure in appena 130 pagine.
Ci dimostra come sia possibile tracciare una rotta, e ci suggerisce di farlo per raggiungere l'ambizioso obiettivo dell'agenzia ideale, iniziando col porsi le giuste domande: la mia agenzia ha i requisiti per poterlo diventare? e perché invece questo non si avvera? è colpa di freni inibitori? o di scelte mosse da un istinto conservatore o integralista? oppure il numero di fattori da considerare è tanto alto da scoraggiare qualsiasi coraggioso avventuriero?

Ma non solo, c'è anche spazio per un'analisi delle realtà attuali. Per questo capitan Nenna si avvale dell'aiuto di preziosi collaboratori e di piccoli aneddoti, anteponendo strategie e comportamenti interessanti a cronache di clamorosi sbagli.

Arrivato a questo punto mi rendo conto di non aver ancora descritto nello specifico le risposte nel libro, ma forse non è necessario, perché se già qui vi ho incuriosito avrete capito di come il bagaglio di contenuti sia, allo stesso tempo, ampio e leggero.
E se ciò non bastasse, vorrei cominciare per primo con una piccola introspezione etico-professionale; ecco a bruciapelo la domanda: perché pubblicizzare il prodotto di un'altra agenzia tra i post di Liquid Diamond?

Perché non credo di parlare al singolare se dicessi di condividere parola per parola i pensieri di Nenna: tutti in Liquid Diamond navighiamo con l'obiettivo ben stampato in fronte e ci impegnamo a correggere la rotta giorno per giorno, facendo tesoro delle nostre esperienze, partecipando con entusiasmo, applicandoci quotidianamente (per fare il nostro lavoro meglio di chiunque altro) e durante il venerdì di formazione, ormai divenuto appuntamento fisso di crescita e condivisione.

Venerdì formazione e LAB in Liquid Diamond

Se non sapete di cosa stiamo parlando e vorreste saperne di più vi consiglio di continuare a seguirci (magari iscrivendovi ai nostri feed) e di dedicare due serate alla lettura del libro in questione.

Allora, vorrete buttarvi anche voi alla ricerca dell'isola che forse c'è?

Puoi comprarlo on line: Hoepli.it oppure BOL.it
Codice EAN / ISBN: 978-88-8391-235-5

 

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Nessun maestro, nessun metodo

18 Mar 2010 _ a cura di Samuel Gentile

Qualche settimana fa ho finito di leggere un libro molto interessante che voglio prendere come spunto per questo post: "Miyamoto Musashi - La strategia del samurai" di Leo Gough. Si tratta di una rilettura ad uso dei manager del famoso Libro dei cinque anelli scritto alla fine del XVI secolo dal poliedrico Kensei.

Disegno di Samurai - Alessandro Mazzetto 2009Spadaccino, pittore, poeta, scultore, ma soprattutto stratega. Questa infatti è la definizione universale per Musashi, il samurai che ha saputo realizzare la Via di Heio, ovvero il sentiero del guerriero stratega, conoscitore delle arti, non solo di quelle marziali, ma anche delle espressioni artistiche che connotano un elevato grado di preparazione e soprattutto disciplina.

Sono sempre stato un grande ammiratore dell'opera di Musashi e sono contento che finalmente sia disponibile un approfondimento utile al management e alla leadership. Ottimi spunti che generano profonde riflessioni, questo è lo scopo affascinante dei versi del samurai.

Non si tratta infatti di insegnamenti. Musashi è conscio del fatto che non ci possono essere delle vere regole da insegnare per affrontare le sfide in battaglia come nella vita.

L'approccio è importante più di qualsiasi regola, più di ogni formalità. Con l'approccio giusto è possibile ampliare le proprie conoscenze in numerose arti, senza seguire i programmi di addestramento formali. Musashi fonda i suoi valori nella disciplina, nella maturità e nella responsabilità di ogni azione che viene compiuta; incita ad essere consapevoli delle proprie scelte e artefici del proprio destino.

Miyamoto Musashi - La strategia del samurai - Leo Gough

Concludo promuovendo a pieni voti il lavoro di Leo Gough, tanto da non voler riporre questo volume assieme agli altri! Il suo posto è sulla scrivania dove lavoro, per poterlo consultare di tanto in tanto, per trovare degli stimoli su cui riflettere perché non si finisce mai di imparare, soprattutto da se stessi.

Puoi comprarlo on line: Hoepli.it oppure BOL.it
Codice EAN / ISBN: 9788845308482

Grazie ad Alessandro Mazzetto per l'illustrazione del samurai.

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Ripartono le vendite, con il Social CRM

17 Mar 2010 _ a cura di Fabiano Mason

Eccomi qui a concludere l'interessante esperienza del ciclo di incontri "Ripartono le vendite", organizzato dal Salone d'Impresa.

In questa sessione abbiamo parlato di CRM (Customer Relationship Management) non tanto come strumento software ma piuttosto come strategia e organizzazione aziendale orientata alla conoscenza del Cliente e dei fatti aziendali che lo coinvolgono.

Il mio intervento si è basato più specificatamente sul concetto di Social CRM continuando così il percorso formativo iniziato nella sessione precedente; un intervento breve ma intenso per evidenziare alcuni suoi aspetti fondamentali e per passare poi la palla alla interessante testimonianza di Luca Tombacco, presidente della Contarini S.p.A., sull'importanza di una concreta strategia di CRM applicata ad un'azienda dinamica che ascolta, collabora e risponde tempestivamente alle esigenze del proprio mercato.

Abbiamo infine concluso questa ultima sessione d'incontri con l'argomento più gradito da tutti. Senza dubbio il brindisi offerto da Contarini S.p.A. ai partecipanti Sorridente di cui riporto la gradevole testimonianza...

Brindisi finale. Roberto De March e i partecipanti a Salone di Impresa

Per chi fosse interessato a dare un'occhiata ai contenuti trattati nell'ultima sessione può consultare le slide allegate qui sotto:

 

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Ripartono le vendite, con il Salone d'Impresa

11 Mar 2010 _ a cura di Samuel Gentile

Martedì io e Fabiano eravamo al Novotel di Mestre, in compagnia di Roberto De March di Team Network, per presentare il terzo appuntamento del ciclo di incontri "Ripartono le vendite", organizzato dal Salone d'Impresa.

Fabiano Mason - Ripartono le vendite! - Salone d'Impresa

L'argomento del giorno era la comunicazione integrata.
Informa il mercato della tua presenza in modo innovativo e con meno costi!

Roberto ci ha introdotto al pubblico con una provocazione:
Un grande imprenditore ha affermato "Non serve più fare le fiere, adesso c'è il computer". Sarà vero?

Roberto De March e Samuel Gentile - Ripartono le vendite! - Salone d'Impresa

Nelle slides che trovate qui sotto c'è il nostro punto di vista sull'argomento. Riprendono i concetti di comunicazione già analizzati in questo post e vengono integrati con i casi studio di aziende e istituzioni con cui abbiamo collaborato in questi ultimi tempi.

Voglio ringraziare di cuore Roberto De March per averci accompagnato in questa splendida iniziativa e Ferdinando Azzariti e Cristina Coaro per l'impagabile accoglienza.

A martedì prossimo per la chiusura del ciclo di incontri e per il brindisi finale. ;)

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Anche tu hai troppi impegni?

20 Jan 2010 _ a cura di Samuel Gentile

"Se non avete un buon sistema di archiviazione delle cattive idee, non ce l'avete nepure per archiviare quelle buone".

È una frase del libro di David Allen che ricordo con molto piacere.
Sto parlando di Detto, fatto! 270 pagine per imparare ad organizzare le informazioni, migliorare il flusso di lavoro ed aumentare il rendimento personale.

Quando presi in mano per la prima volta Detto, fatto! stavo semplicemente cercando degli spunti per migliorare la gestione del tempo e l'efficacia degli sforzi verso gli impegni presi e volevo anche avere una scrivania ordinata e pulita...

Scrivania in disordine

Pensavo ci fosse qualche strumento o qualche metodo da integrare alla mia routine, capace di farmi ottenere dei risultati, istantaneamente. Leggendo il libro mi sono reso conto che non ci sono strumenti o metodi da "integrare", piuttosto bisogna fare un lavoro diverso, di riprogrammazione delle proprie abitudini.

ll cambiamento è la parte più difficile!
Comporta un po' di sconforto all'inizio, mettere in discussione la propria "working knowledge", e, daccapo, imparare COME si lavora. E poi arrivano i risultati e si comincia ad intuirne le potenzialità dei nuovi metodi e non si riesce più a tornare indietro.

Un esempio? Se sei arrivato a leggere fino a qui vuol dire che ti sei incuriosito, ma cosa farai delle informazioni che hai appena acquisito? Hai più possibilità, sta a te decidere come organizzare le idee che ti sono venute in mente nel frattempo, quello che ti serve per ottenerne dei risultati è avere un metodo di lavoro anche solo per catalogare i dati che raccogli, ma soprattutto devi decidere cosa fare di tutte queste informazioni.

Puoi salvare questo articolo tra i preferiti, oppure stamparlo e metterlo in mezzo alle mille scartoffie che collezioni da anni, rimandando qualsiasi decisione ad un futuro indeterminato, oppure puoi comprarti il libro e ricavarti uno spazio nell'agenda, dove ti prometterai di leggere almeno i primi tre capitoli (82 pagine, 2 ore al massimo!) per farti un'idea e valutare se vale la pena continuare, e migliorare ;)

Male che vada ti ritroverai uguale a prima e con la scrivania in ordine.

Recensione Detto, fatto! di David Allen - isbn 9788820041090

Se invece arrivi al capitolo 6 e vuoi sperimentare le nostre checklist, scrivi un commento con il tuo indirizzo (non verrà reso pubblico) e ti spediremo subito il nostro blocchetto.

In ogni caso fammi sapere come va, ci tengo!

Il codice ISBN di questo libro è 9788820041090
Puoi comprarlo on line da BOL o da Hoepli.

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Ma poi, quella cosa, l'hai più fatta?

12 Nov 2009 _ a cura di Samuel Gentile

"Si che l'ho fatta! Non hai visto che ho spuntato il mio compito dalla checklist?"

In effetti Diana aveva ragione, Philipp non aveva controllato la checklist. Di comune accordo l'avevano attaccata sulla porta del frigo, con la calamita di Olimpo, ma quella mattina Philipp era in ritardo ed era uscito frettolosamente, senza fare colazione.

Nel pomeriggio tornò a casa e con piacere notò che i segni di spunta erano aumentati.
Il raggiungimento dell'obiettivo era vicino, più vicino rispetto a prima.

La Checklist di Diana e Philipp

Se almeno una volta, al lavoro, ti è capitato di chiedere ad un collega "Ma poi, quella cosa, l'hai più fatta?" ecco che hai bisogno di una checklist... non serve solo a casa.

Serve ogni volta ci sia in ballo un progetto da portare a termine.
Non importa quanto articolato e complesso sia, il punto è che sarai tu a scomporlo in micro-passaggi, ognuno dei quali dovrà riportare il nome del responsabile e, ancora meglio, la scadenza relativa a quello step.

Sembra facile scrivere una lista di cose da fare, no?

La Checklist di Liquid Diamond

Un sentito ringraziamento va a Gam Edit, che ci ha permesso di realizzare la checklist con il minimo impatto ambientale.
Il processo di stampa ecologica usato e l'ottimizzazione del formato hanno portato ad un risultato eccellente, che rende ancora più speciale questo strumento di lavoro.

Sono dell'opinione che ogni persona, istituzione e azienda dovrebbe imparare a usare degli strumenti semplici come questo, ma non tutti li adottano. Beh, se vuoi provare l'utilità della checklist saremo ben lieti di inviarti un blocchetto, gratis ;)

Se poi ti trovi bene sarà una grande soddisfazione per noi.

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