Ho preso l'abitudine di svegliarmi con la radio. L'unico contatto che mi resta ormai con i mass media. In questo territorio la pubblicità è determinante, appaga. Regna sovrana e riesce a confondere l'informazione con la cultura dell'acquisto. Patetico.
La riflessione che propongo in questo post però riguarda altro. Una mia teoria. Tutti fanno pubblicità per le radio locali, ma qualcosa di irresistibile spinge i big a mostrare i muscoli solo al terzo mese, quando la chiusura del bilancio trimestrale è vicina. E hanno tutti lo stesso messaggio: affrettati, approfitta dell'occasione! Salva il nostro bilancio trimestrale. Aiutaci a rientrare dentro all'obiettivo di vendite fissato. Poi, il mese prossimo, possiamo anche fare a meno di vendere, ci penseremo a giugno.
Un esempio? Riguarda il settore dell'auto: 8000 euro di sconto sul prezzo di una macchina nuova, firmato grossa-casa-automobilistica-non-più-inglese. Se non fanno posto nei parcheggi degli autosaloni non possono ricevere i nuovi modelli...
Questi big non riescono più a produrre innovazione e si sono dimenticati di far sentire il cliente al centro dell'universo. Per questo tipo di aziende è più importante chiudere il bilancio secondo le stime di vendita previste e mantenere costante il turnover di ogni centimetro quadrato sugli scaffali, piuttosto che creare cose interessanti e di cui valga la pena parlare.
Non sanno più essere straordinari, semplicemente dichiarano la loro impossibilità a competere con il vero mercato: l'originalità.
Destinata ad un pubblico di nicchia l'originalità non teme crisi, non ha bisogno di turnover e nemmeno di incitare la gente ad affrettarsi.
Un po' di calma ora. Un blues, la luce tenue dell'alba, il profumo del caffè, un bacio e il buongiorno a chi vuoi bene, non correre, sarà lo stesso una giornata intensa e meravigliosa.
I big vanno in radio solo al terzo mese
28 Mar 2009 _ a cura di Samuel Gentile

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