Se le cose parlano
a cura di Giuseppe Cosmai - Caricamento...
Le cose parlano. È vero, me l'ha detto Bugfoot, che presto conoscerete anche voi, ma io già l'avevo capito, ci mandano messaggi, avvertimenti, consigli.
E non è solo un volo pindarico, un vaneggio di una sottospecie di programmatore, o di un analista di interfacce, o la solita buffonata di un interaction designer che si diverte a giocare con sensori e connettori come fossero LEGO, traendone conclusioni al limite del comprensibile, in un gergo tecno-nerd-fantascientifico-fumettistico…
Sto imparando a leggere ed interpretare i segni, o forse è meglio dire i segnali, che le cose ci inviano. Ce li lasciamo sfuggire quasi sempre, a meno che non vengano confezionati da tools di vitale importanza, vestiti di raso e serviti sotto forma, è solo un esempio, di indispensabile widget "PaperChef" per l'iPhone.
In realtà le cose che ci circondano, con il loro deterioramento, con segnali elettrici, segnali visivi, suoni, rumori e quant'altro sia percepibile dalle nostre attitudini sensoriali, vogliono informarci sull'ambiente che ci e le circonda, sulla sua qualità e sulle sue alterazioni.
Adesso che non riesco più a fare a meno di cogliere tutti questi avvisi che gli oggetti mi mandano, credo che anche gli oggetti a loro volta abbiano capito che io li capisco, e mi ritrovo ogni giorno la scrivania più affollata di strani nuovi amici con tanta voglia di comunicare: un vecchio cellulare che ha paura dei campi elettromagnetici, un paio di microfoni con il mal di testa da rumori molesti, un termometro con le vampate, perfino una scatolozza elettronica per chissà quale calcolo commerciale, che maternamente si occupa di tenere a bada gli altri ospiti…E tutti quanti sembrano parlarmi di una sola cosa: di quello che faccio, ciò che consumo, utilizzo, produco o spreco: ogni mia azione produce una reazione che la tecnologia, anima di questi aggeggi, riesce in ogni momento a quantificare. Ho capito cosa vogliono dirmi tutti questi personaggi tecnologicamente avanzati, dove vogliono portarmi.

Tutti noi ogni giorno sentiamo gli oggetti, ridiamo davanti ad un monitor, sussurriamo ad apparecchiature telefoniche e leggiamo riviste di plastica e silicio. Siamo tutti tecnologicamente dotati per capire dove e quando le nostre azioni demoliscono gli equilibri ambientali, se le nostre cognizioni fisiche e/o biologiche non ce lo consentono.
E allora ho deciso che con gli oggetti sulla mia scrivania ci costruirò un nuovo gioco e lo regalerò a Bugfoot, così imparerà anche lui cosa hanno da dirci gli oggetti sulla nostra vita nel mondo del progresso.
Stay tuned!!!






