To linkedin or not to linkedin? That is a P.R. question!

a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...

Ho scomodato Shakespeare per il titolo di questo post. Chiedo scusa, ma mi piaceva il dibattimento dell'Amleto applicato ad uno strumento attualmente molto usato, forse da alcuni abusato, da altri mal sfruttato, nel mondo del web 2.0 e della realtà 2.0: sto parlando di LinkedIn.

LinkedIn è un social network professionale, nato a Palo Alto (ma non nasce niente a Poggibonsi? Tutto in California, è pazzesco!) nel 2003 e che ad oggi conta più di 100 milioni di utenti nel mondo; tramite questo strumento in sostanza si dovrebbero stringere e mantenere relazioni professionali con persone conosciute o giudicate affidabili o stimabili in ambito lavorativo.

Sfruttando la famosa teoria dei 6 gradi di separazione, LinkedIn è diventato nell'arco degli anni uno degli strumenti principe al servizio della ricerca di personale, o per dirla sempre alla 2.0, del recruitment. Su LinkedIn non ci sono i selezionatori ma gli "head hunters", per capirsi. Essendo il proprio profilo una sorta di curriculum online, e la propria rete di "amici" una specie di referenza (si possono anche ottenere e scambiare recensioni da parte di colleghi o superiori a loro volta iscritti) è facile intuire come sia diventato così popolare all'interno di ambiti come la ricerca di impiego.

C'è un altro ambito, però, che secondo me ha subìto una svolta importante grazie a LinkedIn, ma che ancora non è particolarmente noto (almeno qui in Italia) ed è quello che interessa a me: le pubbliche relazioni.

Cito Wikipedia: "Le pubbliche relazioni sono tutte le attività di comunicazione il cui obiettivo sia sviluppare relazioni, mettere in comunicazione istituzioni, aziende, persone, strutture, con la loro utenza o clientela di riferimento. Lo scopo principale è di sostenere la reputazione dell'organizzazione che comunica, contribuendo alla creazione di una specifica identità."

Profilo LinkedIn di Chiara Di Lullo

LinkedIn per me è diventato uno strumento quotidiano e indispensabile. Ho cominciato col reperire amici, colleghi ed ex colleghi degni di nota: sì, degni di nota, perché in questo frangente è fondamentale essere strategici e selettivi. Se dobbiamo sfruttare al meglio la nostra rete di conoscenze per ottenerne altre importanti o utili per il nostro business, o per attestare la propria immagine aziendale e professionale, è meglio essere attenti e scegliere con criterio i componenti del proprio "giro" (non risponderò a chi la mette sulla morale dell'utilitarismo delle relazioni, si sta parlando di lavoro e quindi l'utilità o il ritorno sono d'obbligo. Amicizia, sentimenti e disinteresse stanno da un'altra parte).

Creata la "base" della rete, ho cercato di ottenere almeno 2 recensioni (inutile dirlo, positive!) e poi ho cercato tutti i dipendenti o collaboratori delle aziende clienti di LD.
Fatto ciò, LinkedIn si mette in moto, e per una specie di strano fenomeno di ritorno endogeno, si comincia ad ottenere credibilità e fioccano le domande di contatto.

Che ve lo dico a fare che ogni volta che arriva una richiesta di preventivo o collaborazione si va subito a guardare su LinkedIn quant'è "skillata" sui nuovi media l'azienda e i suoi componenti?

Che ve lo dico a fare che se abbiamo in mente un prospect nel mirino o un nuovo partner da acquisire si cercano su LinkedIn i loro uomini e donne di rilievo e si cerca di contattarli direttamente o di farsi referenziare da un contatto comune che ti introduca?

Niente di nuovo, lo so, lo chaperon esiste da secoli, dei lacchè e segretari non ne parliamo neanche, il cerimoniale del "mi permetta di presentarle..." per chiunque faccia il mio lavoro è l'abc, ma vuoi mettere quanto diventa più facile e veloce così? E quanto sia meno invadente di telefonate e appuntamenti? Senza nulla togliere alla sana vecchia stretta di mano e all'organizzazione di eventi, io penso che le pubbliche relazioni 2.0 non possano più fare a meno dell'uso dei social network.

Ah, quasi dimenticavo, questo è il mio profilo: http://it.linkedin.com/in/chiaradilullo;
la scheda corporate di Liquid Diamond invece è qui.

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