Placcare John Kirwan
a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...
Da dove vengono i contenuti testuali che inseriamo nei siti web, nelle brochure, nei flyer o dovunque ce ne sia bisogno?
In alcuni casi arrivano direttamente dal cliente, che magari li ha già prodotti per altri strumenti e allora basta solo un piccolo lavoro di editing, di correzione e riadattamento allo strumento nel quale verranno inseriti.
In altri casi si lavora in tandem, copy e cliente insieme, in una o più sessioni di lavoro. Si mettono insieme quindi il know how del cliente e la capacità del copy di dargli struttura e forma.
L'ultimo caso, il mio preferito, è quello dell'intervista. Ci si prepara un po' di tempo prima, si recuperano tutte le informazioni esistenti sul servizio, sul prodotto o sull'azienda, ci si documenta sull'argomento e poi si stila una serie di domande da porre all'interessato per integrare il materiale a disposizione; il frutto di questo lavoro renderà possibile avere una storia da raccontare.
Questa tecnica è più lunga e dispendiosa, ma il risultato è sempre speciale, unico, parla davvero la lingua di chi deve comunicare.

Di recente ho intervistato John Kirwan accompagnato da Andrea Di Lenna di Performando: insieme hanno avviato il progetto 3.14 che si occupa di portare l'esperienza di John nel rugby come esperienza formativa aziendale.
In questo caso abbiamo scelto l'intervista perché seppure di Performando e di John Kirwan esista una quantità di testi, biografie e descrizioni degni di una bibliografia reale, noi avevamo bisogno di qualcosa di più immediato, diretto e personale. Ancora una volta di raccontare una storia.
Perché non farcelo scrivere direttamente da loro? I non appassionati di rugby forse non sanno che John Kirwan detiene ancora il record di corsa di 90 metri, in possesso di palla, senza essere placcato.
L'intervista era l'unico modo per placcarlo in una sola volta, ottenendo il massimo.

E così in 3 ore di domande, pause caffè, aneddoti e racconti è emerso proprio quel materiale di cui avevamo bisogno: lo sportivo delle medaglie e dei trofei ha lasciato spazio all'uomo e alle sue esperienze e ogni tanto ha fatto incursione l'allenatore (John ricordati che abbiamo fatto un video mentre ci raccontavi la metafora di Mr. Bean
)

Per leggere tutto però bisogna attendere ancora un po', stiamo lavorando al restyling del sito web di JK, dove ci sarà posto anche per un'area che spiegherà i dettagli del Progetto 3.14, siamo a buon punto e a breve pubblicheremo le prime pagine. Prometto che vi tengo aggiornati!
Really good logos
a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...
Livio in queste settimane ha letto un libro che si intitola "Really good logos", e dev'essergli piaciuto parecchio perché si è offerto di recensirlo per il blog di Liquid. O meglio, ha detto: "Chiara io te lo racconto e tu scrivi il post"
Ah. Ok.
Ma il bello doveva ancora venire perché subito dopo mi ha detto anche "così poi ne scriviamo un altro sulla tecnica dell'intervista per la produzione di contenuti testuali!" (tenetevi pronti che tra qualche giorno arriva!)

Comunque... Livio cominci a raccontarmi qualcosa di questo libro?
" Really good logos presenta e commenta 500 loghi che funzionano: gli autori sono 4 personaggioni del design americano, 4 creativi di rilievo che con semplicità e pochi giri di parole cercano di motivare e promuovere le scelte stilistiche ed apparentemente solo estetiche che fanno di un'immagine un'identità."
Ma c'è un qualche criterio di giudizio o di categorizzazione?
"sì, questa è un'altra delle cose interessanti di questo libro, i loghi presi in esame sono suddivisi per categorie, che credo potrei tradurre così:
- azzardi che funzionano
- minimalismi che funzionano
- orientati al retail
- soluzioni intelligenti per piccole realtà (Chiara voleva scrivere "de noantri")
- loghi che non funzionano
Naturalmente ogni capitolo ha motivo di essere interessante per me che proprio di design mi occupo non solo per lavoro ma anche per passione e interesse, ma considerato che ne sto parlando per LD devo dire che mi sono concentrato parecchio sul quarto capitolo. Il mondo con il quale abbiamo a che fare più spesso è proprio quello della piccola media impresa, ho sentito vicini i commenti e le peculiarità evidenziate rispetto a questa categoria."
Cioè?
"Cioè ho riconosciuto esattamente gli stessi argomenti sui quali ci si trova a discutere ogni volta col cliente al momento della presentazione di un logo. Come fare a dare una giustificazione concreta di un qualcosa che rischia di apparire soltanto come un virtuosismo estetico, frutto di fantasia e abilità grafica, se non addirittura riconducibile a concetti quali bello/brutto? Bene: dalla lettura di "Really good logos" emerge ancora una volta (500 loghi con 4 commenti ciascuno sono una casistica considerevole) che al di là della soggettività di un giudizio, ci sono dei valori che si ritrovano in tutti quei marchi premiati proprio perché funzionali e funzionanti."
E quali sono quindi questi valori?
- Coerenza con l'argomento o la categoria merceologica
- Coerenza stilistica tra font e immagine
- Equilibrio nelle forme
- Riproducibilità
- Forza di adattamento e riconoscibilità anche se scorporato
Quindi la conclusione qual è?
"Io credo che la conclusione sia, ancora una volta, che al di là di infinite discussioni e conversazioni sul senso di bello, brutto, mi piace o non mi piace, ci si debba concentrare su dati e argomenti sui quali trovare dei parametri riconoscibili ed efficaci"
E il vostro logo, funziona? Fatecelo sapere!
Noi pensavamo di inviarne qualcuno fatto da noi a really good logos e vedere se ci promuovono! ;-)
Investire nei giovani premia
a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...
È andata bene: Milano arreda, il concorso per giovani designer, fotografi, artisti, indetto dall'Hotel Milano è finalmente arrivato alla conclusione. Sabato scorso, 25 febbraio 2012 abbiamo premiamo i vincitori e aperto il primo piano che ora somiglia al corridoio di una galleria d'arte.
Le opere vincitrici sono state riprodotte per essere inserite nelle stanze ed esposte al pubblico!


Alla presenza dei vincitori, della giuria e di due degni rappresentati di Liquid
sono state consegnate le targhe e il super premio in denaro al vincitore assoluto.

Nella hall dell'albergo erano visibili, in forma ridotta, anche tutte le altre opere partecipanti: atmosfera di festa, colore, creatività e arte hanno reso l'evento ancora più interessante di quanto già non fosse nelle previsioni.


C'è stato anche chi, con grande emozione, ha potuto dormire sotto la sua opera!

Hotel Milano adesso si colloca a tutti gli effetti al primo posto in città come vero e proprio "art hotel", dando un segnale forte di apprezzamento e sostegno per l'arte ma soprattutto per i giovani artisti che molto spesso faticano a trovare luoghi espositivi e opportunità per farsi conoscere.
Ma aggiungo un dato significativo: investire nei giovani e nella loro creatività sta finalmente diventando un bel trend.
Proprio in questi giorni abbiamo aperto un nuovo progetto insieme a Gascom, un concorso per giovani illustratori: un modo sicuramente fresco ed immediato per proporre un argomento difficile, e soprattutto evitando i soliti opuscoli informativi. Gli studenti della Scuola internazionale di comics potranno iscriversi fino al 2 di marzo per partecipare con i loro lavori alla creazione delle "pagine antitruffa" di Gascom: come difendersi dalle situazioni a rischio in un ambito, quello della fornitura di contratti luce e gas, decisamente soggetto alla truffaldineria.
La partecipazione al concorso (riservato ai soli studenti della SIC) richiede la proposta di una tavola, chi vince si aggiudica il contratto per la produzione di tutte le altre illustrazioni da inserire nella pubblicazione ufficiale.
Non male come opportunità per gli studenti, no?
Qualche indiscrezione ve la raccontiamo nelle prossime settimane, appena cominceranno ad arrivare le prime illustrazioni ;)
Entrambe queste attività, MilanoArreda e ConsigliAntitruffa, sono un esempio di come il Crowdsourcing può essere correttamente adottato dalle aziende per supportare il proprio business.
Probabilmente interessa anche a te, vuoi che ne parliamo?
Quando il verde si fa rosa... diventa un’impresa da donne!
a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...
Start Pink è il nostro nuovo progetto a sostegno della futura imprenditoria femminile di successo: dopo anni di onorata attività di Start Green abbiamo pensato che oltre a chi cerca di innovare e di intraprendere nuovi business cercando di migliorare la Terra, c'è un'altra categoria che merita di essere sostenuta, le donne che decidono di fare impresa. Sì perchè le donne sono senz'altro, e lo diciamo per esperienza diretta (Signascript e LaCrì le nostre clienti più rappresentative), sono la categoria imprenditoriale più propensa a condividere e a entusiasmarsi per un'occasione, le più propense a parlare di aspetti legati all'immagine e alla comunicazione.
Anche in questo caso, a fronte della presentazione di un business plan, premieremo l'idea di business che più ci entusiasma e ci appassiona con un pacchetto di comunicazione di tre anni... Gratis! Start Pink non ti chiede nulla se non una piccola percentuale sui ricavi alla chiusura del bilancio: se dopo 18 mesi quindi la startup ha dei guadagni effettivi bene, un compenso lo avremo anche noi, e se invece guadagni per la startup non ce sono stati... Avanti tutta e con più slancio!
Così come per Start Green anche con Start Pink usiamo la formula "win-win" stipulando un contratto di compartecipazione con la startup vincitrice: si condividono i guadagni ma anche le sfide, solo così possiamo veramente vivere l'esperienza dall'interno e lavorare nel miglior modo possibile al fine di far crescere la neonata azienda. Non che di solito noi si lavori meno bene...le recommendation dei nostri clienti parlano per noi! ;-)
Il primo bando è partito il primo ottobre e si chiuderà il 30 marzo: ti interessa? Invia il tuo business plan direttamente dal sito. Non ti interessa direttamente? Fai girare la notizia, magari fai un favore a qualcuno che conosci!
Segui il progetto sul gruppo Linkedin e iscriviti alla pagina facebook!
La grafica generativa nel wallpaper di ottobre
a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...
Il wallpaper di ottobre è un puro esercizio di stile. Per questo sfondo desktop niente ricorrenze, celebrazioni, feste o lezioni di filosofia esistenziale: io e Andrea abbiamo cercato una soluzione esteticamente piacevole e accattivante, che in qualche modo rappresentasse Liquid Diamond e il team che la compone.
Liquid Diamond è una New Media Agency che tradotto significa che è un'agenzia di comunicazione particolarmente esperta nell'uso dei nuovi media: via libera quindi al mondo 2.0, ai blog, alle newsletter, ai social network come twitter, facebook, youtube, flickr, anobii e a tutte le attività ad essi connessa... Dalla promozione del brand al copywriting giusto per ogni mezzo, dalla grafica ad hoc studiata per la funzione alla pianificazione strategica delle azioni di comunicazione, dallo sviluppo del codice alla formazione per rendere autonomo il cliente, come nella gestione dei contenuti del sito web tramite CMS.
Come fare a rendere un po' di tutto ciò con un wallpaper? Tutto non si può, scegliamo un solo aspetto, il più rappresentativo: noi siamo social che più social non si può!
Andrea come facciamo a comunicare la nostra anima social attraverso un lavoro grafico?
"Per prima cosa cerco di capire come effettuare le chiamate per prelevare i tweet del team di Liquid Diamond. Successivamente creerò le funzioni che li disporranno in maniera casuale e con diverse combinazioni di trasparenza/colore nel font scelto. Infine, scriverò un codice che genererà i cerchi concentrici sullo sfondo."
Andrea... traduci...
"L'idea è stata quella di lasciare che sia internet a disegnare il wallpaper, sviluppando un software con il nostro amato Processing che automagicamente generasse una composizione grafica.
Quasi tutti i social network, compreso Twitter, permettono di accedere ai propri dati via codice utilizzando delle speciali funzioni dette API, le quali vengono richiamate direttamente nel codice. I metodi per interagirvi variano da una piattaforma all'altra, così per prima cosa ho fatto in modo di prelevare i tweet (brevi messaggi) scritti dal team di Liquid Diamond. Successivamente ho disposto che questi messaggi venissero posizionati in maniera casuale e con diverse combinazioni di trasparenza/colore. Per ultima la generazione dei cerchi concentrici, per dare maggior profondità alla composizione.
Questo software consente di esportare ogni volta una composizione diversa, frutto di una serie di combinazioni, in pratica infinite"
Bene, Andrea ha fatto tutti i magheggi di cui sopra e il risultato è quello che trovate nello zippone: è bello, colorato, decisamente social e più Liquid Diamond di così non si può :)
E' davvero come entrare in studio e passare qualche ora con noi, comprese tutte le cavolate che ci diciamo.
Il mio grosso grasso matrimonio vegano
a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...
Ai primi di Agosto io e Livio, coppia creativa di turno, ci siamo trovati di fronte all'interrogativo-spauracchio "cosa ci inventiamo per il wallpaper di Settembre?"
Ai primi di Agosto fa caldo, si è stanchi e scarichi, e non si può consultare ancora Wikipedia nella speranza che ogni volta ci dia la soluzione facendoci scoprire la festa più assurda del calendario (a dire il vero l'abbiamo fatto anche 'sta volta ma senza risultati soddisfacenti).
Fu così, a un passo dalla liquefazione e dalla disperazione che...
Chiara: "Boh, a Settembre compie gli anni la mia mamma".
Livio: "Chiara, non possiamo fare il wallpaper per tua mamma".
Chiara: "Lo so, ma non mi viene in mente altro di significativo a Settembre...a parte l'autunno e i temi scolastici da suicidio tipo arriva l'autunno, cadono le foglie o ricomincia la scuola, commenta".
Livio: "Mamma che brutti quelli".
Chiara: "Sì, tanto... ah beh, a Settembre i miei fanno anche 37 anni di matrimonio...interessa?"
Livio: "Hmn..."
Chiara: "Livio, porca paletta, a Settembre si sposa Enrico Baracco!!!"
Livio: "È vero!!!"
Abbiamo trovato l'argomento per il wallpaper di Settembre, lo dedichiamo al Liquidevento dell'anno!
Non ricordo come da questo anelito romantico e affettuoso siamo finiti a sfogliare immagini di cake topper sexy, ma il passaggio è stato breve ed è finita così: abbiamo scoperto che la fantasia dei pasticceri creativi di tutto il mondo trova la sua maggior forma di espressione proprio in queste statuine: coppie di sposini romantici, astratti, giovani, vecchietti, manager al cellulare, in versione zoomorfa, con spose tiranniche che trascinano sposi per la collottola o che come nel migliore dei luoghi comuni prendono lo sposo all'amo, sposi che buttano la sposa giù dalla torta, le immancabili versioni cartoon, quelle sexy (inutile dirlo, le nostre preferite) e le coppie gay per non fare torto a nessuno, animano le torte nuziali di tutto il mondo, qualunque lingua si parli, credo si professi, senza differenza di genere o etnia.

Che sia perché alla varietà della coppia non c'è fine? O forse perché per quanto si possa essere "alternativi", anticonformisti, "diversi" o che si faccia parte di una qualche minoranza alla fine il vero matrimonio, è fatto di festa, troppo cibo, torta e statuine a rappresentare davvero la propria unione?
Livio comunque ha messo insieme tutto il meglio, e il peggio, trovato in rete fino a formare quella specie di squadrone di sposi di plastica che avanza compatto e ispirato sul prato di una vita insieme... Paura, eh?! ;-)
Enrico, questo è il nostro primo regalo (ora temi il prossimo, vero?), ti dedichiamo una pagina di calendario nel nostro stile, usando un'immagine ironica e spiritosa per augurare a te e Francesca e a tutti quelli che a qualunque titolo si amano e condividono una vita, di trovare il giusto cake topper per amarvi e onorarvi finché... ne avrete voglia!!! ;-)
LOVE IS IN THE AIR... e lo zippone con tutte le risoluzioni di wallpapers è qui!
Come ti organizzo il concorso social!
a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...
In un precedente post annunciavo l'avvio di un concorso per giovani artisti e creativi, Milano arreda. Era chiaro che non fosse un annuncio del tutto disinteressato ma solo ora che è finito posso svelare tutti i "dietro le quinte"!

Era il lontano mese di novembre del 2010 quando Marco Lando, il direttore dell'Hotel Milano con il quale avevamo già lavorato sul sito web dell'albergo, tornò a trovarci per avere un supporto creativo in un progetto che aveva in mente. Ci disse che era giunto il momento di dare una "ripulita", anzi una svecchiata, allo stile dell'Hotel Milano: disse che non se ne poteva più della moquette color ottanio, del grigio imperante nelle stanze e dei kit di cortesia standard che nessuno si ruba più perché c'è ancora la saponetta triste. Ci disse che anche il nome dell'albergo ormai ha perso la sua connotazione iniziale (si chiama così perché all'imbocco di corso Milano, arteria principale del centro città) e che lui pensava di riconnotarlo avvicinandolo sempre più alla città di Milano intesa come icona di stile e rappresentativa di valori legati al design, alla produttività industriale, al progresso, all'innovazione: a tal proposito avrebbe voluto cercare delle stampe di vecchie reclàme di prodotti milanesi da appendere nelle stanze. Chiedeva il nostro aiuto per la riproduzione e la rielaborazione grafica su grande formato.
Che creativi della comunicazione 2.0 saremmo stati se avessimo accettato così, con un semplice "sì, facciamo queste grafiche"? Semplice, non lo saremmo stati! Fu così che facemmo la nostra controprosta e demmo inizio ad un'avventura lunga 6 mesi, non navigando sempre in acque tranquille!
Abbiamo proposto a Marco di dare una vera "botta di vita" all'immagine dell'albergo puntando davvero sui giovani e sull'arte: organizziamo un concorso per giovani creativi, designers, fotografi, writers e artisti in genere che miri a dare loro un'occasione di visibilità e uno spazio espositivo gratuito, e a Hotel Milano opere originali, fresche e creative per le stanze ma anche un ritorno d'immagine forte, connotandolo davvero come un albergo attento ai valori legati al design e all'innovazione!
Marco ci ha dato corda. Glom.
Ai primi di gennaio siamo partiti: ci servono 16 opere vincitrici, Hotel Milano conta 5 piani con 16 stanze ciascuno, ci auguriamo di riceverne un'ottantina.
La prima fase del progetto prevedeva la creazione dell'immagine coordinata del concorso e del suo regolamento. C'erano da creare una locandina, banner in varie risoluzioni, il press kit e la carta intestata. Marco voleva una grafica che desse subito un'idea di ciò che ci si aspettava dai partecipanti: colore, grafismi raffinati, design; Samuel pensava a qualcosa "alla wired", io un po' alla tappezzeria e alle fantasie anni '70 e un po' alla moda, e Livio è impazzito per starci dietro ma alla fine ha rielaborato tutto col suo occhio da progettista grafico e il risultato è stato mitico! Grafismi, colore, icone milanesi e modaiole, un po' di pattern da tappezzeria... l'appeal grafica era fatta. Contenuti testuali, regolamento, payoff... Ma manca il nome! Qui è stata un'altra sudata fredda, la parola Milano non può seguire nessun verbo, il gioco di parole a doppio senso (ma neanche tanto doppio) è assicurato. Spostiamo il verbo a seguire e tutto diventa un po' banale, la call to action classicamente alla seconda persona singolare non si può più fare. Nasce così "Milano arreda", giocando sulla città che diventa elemento di arredamento e sull'esortazione ad arredare usando Milano come ispirazione.
Ora che avevamo tutti gli strumenti necessari cominciava la parte più lunga, il lavoro duro, quello fatto di costanza, di tam tam, di collaborazione: la diffusione!!! Indirizzari che le Pagine Gialle ci avrebbero invidiato, locandine affisse su tutte le bacheche universitarie, scolastiche, dei circoli giovanili, sportivi, ricreativi, artistici a disposizione nel raggio di 100 km, mailing list a tutte le scuole d'arte, di grafica, di moda d'Italia, atenei e istituti privati, chiunque di noi ne avesse ha rispolverato contatti di professori riemersi da passati scolastici e universitari che ci aiutassero a promuovere il concorso presso i propri studenti. Siamo arrivati fino sulla bacheca dell'Accademia Euromediterranea di design di Catania.

Ma avevamo bisogno di più partecipazione, di maggiore ritorno diretto. Era il momento di mettere in piedi il sito web e i profili social Flickr e Facebook con i quali non solo promuovere il concorso ma anche dare visibilità e riscontro al nostro lavoro ma soprattutto agli artisti. Ai primi di aprile sono arrivate le prime opere, ancora grazie a Serena Pretti... la prima non si scorda mai! ;-)
Dal 12 al 17 aprile c'è stato il fuorisalone a Milano, evento irrinunciabile per noi design addicted e communication pro: potevamo sprecare la ghiotta occasione anche per Milano arreda? Livio si è rimesso all'opera e ha creato dei coloratissimi segnalibri viral e via siamo partiti per un venerdì di formazione in giro per una Milano che traboccava di eventi per una vera e propria azione di guerrilla marketing! I nostri segnalibri hanno invaso la città! Il venerdì successivo già che ce n'erano avanzati siamo andati a infilarne un po' tra le pagine dei libri d'arte e design in vendita da Fastbook.
A maggio bisognava dare la spinta definitiva, aumentare i decibel del tam tam mediatico, sfruttare al massimo la potenza comunicativa dei nuovi media. Milano arreda ha lasciato messaggi sulle bacheche Facebook di tutto il mondo dell'arte, della moda e del design presente sul social network: scuole, istituti, studi professionali, riviste, pagine personali, gruppi e collettivi d'arte e design, gallerie... circa un centinaio di profili Facebook raggiunti a più riprese. Ma non bastava e così ci siamo divisi i compiti: forum artistici e fografici ai quali ci siamo iscritti per lasciare commenti, fotoclub invitati a mandare i propri lavori, bloggers ai quali abbiamo chiesto di fare da ripetitori, utenti Flickr ai quali abbiamo suggerito di inviare le proprie foto commentandole direttamente.
Intanto sullo stesso profilo FB di Milano arreda comincia ad esserci parecchio movimento, man mano che un'opera arriva viene caricata nell'album dedicato, scattano i "mi piace" e i commenti, qualche critica al concorso ci fa bene (l'importante non è come se ne parla ma che se ne parli) e siamo a più di 100 amici.
A fine maggio, a un mese dalla chiusura e quando siamo già a una trentina di opere in gara, Marco ci spiazza con una decisione che non ci aspettavamo: ammirato dalla qualità delle opere arrivate fino a quel momento decide di mettere in palio un premio in denaro, gli sembra doveroso, non vuole dare l'impressione di "usare" gratis la creatività di nessuno. 1000€ per il vincitore assoluto. Il 16 giugno Samuel mi ha sfidata: ce la facciamo a contattare 100 pagine Facebook in 4 ore? Questi 1000€ devono risuonare nella rete! Ho spammato 62 bacheche in 2 ore e 15 minuti e sono naturalmente andata ben oltre il centinaio in 4 ore!
Il 30 giugno Milano arreda ha ufficialmente chiuso il bando con 172 opere in gara.
A concorso chiuso, la prima settimana di luglio abbiamo reso pubblica l'identità dei giurati, nomi e cognomi, foto laddove ne avessimo e curricula professionali. Tra l'11 e il 13 di luglio si sono riuniti e il 14 abbiamo comunicato le 15 vincitrici parimerito e la vincitrice assoluta.
Come era prevedibile si sono scatenate le polemiche a suon di commenti sulla bacheca Facebook del concorso, ma il problema si è fatto serio quando qualcuno ha fatto notare che l'opera vincitrice assoluta era un po' troppo somigliante ad una foto scattata dall'astronauta italiano Paolo Nespoli. Siamo partiti alla ricerca delle norme relative al diritto d'autore, ci siamo informati sulla copertura dei diritti della foto originale: purtroppo, rielaborata o meno, la foto non era scaricabile in quanto protetta dalla clausola "all rights reserved" applicata niente di meno che dalla Nasa.
Marco ha deciso di salvaguardare la serietà del concorso e anche il suo albergo, mettersi in contrasto con la Nasa poteva non essere una gran scelta strategica! ;-)
Un nuovo vincitore è stato nominato, la giuria di Milano arreda ha premiato l'ironia concettuale di Luca Pattina con "Ferragosto a Milano", ora attendiamo il passaggio delle vacanze estive e poi a settembre ci aspettano l'organizzazione dell'evento di premiazione, la diffusione della notizia sulla stampa locale e quindi la creazione di una vera e propria cartella stampa e... il catalogo del concorso!
Da quando sono in LD questo è sicuramente il progetto più lungo e intenso al quale ho lavorato e al quale lavorerò ancora per i prossimi mesi: fatica, difficoltà e qualche intoppo non sono mancati, ma l'esperienza formativa e professionale fatta fin qui è impagabile!!! E Milano arreda premia un po' anche me, anche noi.
Milano arreda, chi partecipa? E perché?
a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...
Il 9 Marzo vi abbiamo dato notizia dell'apertura di un concorso per giovani creativi che stiamo gestendo per l'Hotel Milano, nostro storico e affezionato cliente.
Sono passati più di due mesi e Milano arreda comincia a dare le prime soddisfazioni: parecchie opere in gara e più di 140 followers sul profilo Facebook del concorso.
Promuovere un concorso d'arte sfruttando quasi solo le risorse web è una bella impresa, ma si sa, quando il lavoro si fa sfida, Liquid si lancia. E così dopo due mesi e mezzo di tam tam da un profilo social ad un altro, aperture di tread su forum tematici, invio massivo di comunicati stampa a testate online, mailing ad amici, colleghi ed ex colleghi di studi e lavoro, professori, collaboratori, bloggers e tutti quelli che immaginate possano stare in 700 email inviate, finalmente arrivano le prime critiche serie!!! ;-)
Credevate mi sarei beata per tutto il post dell'arrivo delle opere, del ritorno in termini di partecipazione attiva ed entusiasta, del fatto che professori di università prestigiose come lo IUAV e l'ISIA hanno accolto con piacere la proposta di usare il concorso come laboratorio per i propri studenti, eh?! Ebbene no, io sono contenta dell'arrivo delle prime critiche forti.
Le critiche indicano che il tam tam e il lavoro di diffusione è stato talmente capillare e talmente forte da arrivare anche laddove non ci si sarebbe immaginati, in regioni che inizialmente non erano state considerate come target primario vista la forte geolocalizzazione del tema, e a professionisti dell'arte che non avremmo mai immaginato coinvolti dall'iniziativa.
Milano arreda, così come strilla la sua headline, è un concorso per giovani creativi, rivolto a tutti quegli artisti che un proprio spazio, e soprattutto, una propria quotazione nel mondo dell'arte ancora non ce l'hanno. L'Hotel Milano guadagna opere originali e creative per i propri ambienti, è vero, ma in cambio dà spazio e visibilità a designer, fotografi, pittori in una fase di crescita in cui non è sempre facile (e quasi mai gratuito) far emergere le proprie capacità e i propri lavori: non parlo solo di spazi espositivi ma anche della cassa di risonanza dell'attività di comunicazione stampa post evento e della pubblicazione del mini catalogo della mostra. Rimarrà a disposizione dei clienti dell'albergo, così che possano vedere anche le altre opere, non solo quella della propria stanza!
Tra l'altro proprio visto il successo avuto fin'ora e considerato il pregio degli elaborati arrivati fino ad oggi, Hotel Milano la settimana scorsa ha deciso che un premio in denaro fosse dovuto: 1000 € per l'opera giudicata come la migliore in assoluto.
Peccato io non possa partecipare! ;-)
Ah, ci risentiamo i primi di Luglio per la pubblicazione dei risultati!
To linkedin or not to linkedin? That is a P.R. question!
a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...
Ho scomodato Shakespeare per il titolo di questo post. Chiedo scusa, ma mi piaceva il dibattimento dell'Amleto applicato ad uno strumento attualmente molto usato, forse da alcuni abusato, da altri mal sfruttato, nel mondo del web 2.0 e della realtà 2.0: sto parlando di LinkedIn.
LinkedIn è un social network professionale, nato a Palo Alto (ma non nasce niente a Poggibonsi? Tutto in California, è pazzesco!) nel 2003 e che ad oggi conta più di 100 milioni di utenti nel mondo; tramite questo strumento in sostanza si dovrebbero stringere e mantenere relazioni professionali con persone conosciute o giudicate affidabili o stimabili in ambito lavorativo.
Sfruttando la famosa teoria dei 6 gradi di separazione, LinkedIn è diventato nell'arco degli anni uno degli strumenti principe al servizio della ricerca di personale, o per dirla sempre alla 2.0, del recruitment. Su LinkedIn non ci sono i selezionatori ma gli "head hunters", per capirsi. Essendo il proprio profilo una sorta di curriculum online, e la propria rete di "amici" una specie di referenza (si possono anche ottenere e scambiare recensioni da parte di colleghi o superiori a loro volta iscritti) è facile intuire come sia diventato così popolare all'interno di ambiti come la ricerca di impiego.
C'è un altro ambito, però, che secondo me ha subìto una svolta importante grazie a LinkedIn, ma che ancora non è particolarmente noto (almeno qui in Italia) ed è quello che interessa a me: le pubbliche relazioni.
Cito Wikipedia: "Le pubbliche relazioni sono tutte le attività di comunicazione il cui obiettivo sia sviluppare relazioni, mettere in comunicazione istituzioni, aziende, persone, strutture, con la loro utenza o clientela di riferimento. Lo scopo principale è di sostenere la reputazione dell'organizzazione che comunica, contribuendo alla creazione di una specifica identità."
LinkedIn per me è diventato uno strumento quotidiano e indispensabile. Ho cominciato col reperire amici, colleghi ed ex colleghi degni di nota: sì, degni di nota, perché in questo frangente è fondamentale essere strategici e selettivi. Se dobbiamo sfruttare al meglio la nostra rete di conoscenze per ottenerne altre importanti o utili per il nostro business, o per attestare la propria immagine aziendale e professionale, è meglio essere attenti e scegliere con criterio i componenti del proprio "giro" (non risponderò a chi la mette sulla morale dell'utilitarismo delle relazioni, si sta parlando di lavoro e quindi l'utilità o il ritorno sono d'obbligo. Amicizia, sentimenti e disinteresse stanno da un'altra parte).
Creata la "base" della rete, ho cercato di ottenere almeno 2 recensioni (inutile dirlo, positive!) e poi ho cercato tutti i dipendenti o collaboratori delle aziende clienti di LD.
Fatto ciò, LinkedIn si mette in moto, e per una specie di strano fenomeno di ritorno endogeno, si comincia ad ottenere credibilità e fioccano le domande di contatto.
Che ve lo dico a fare che ogni volta che arriva una richiesta di preventivo o collaborazione si va subito a guardare su LinkedIn quant'è "skillata" sui nuovi media l'azienda e i suoi componenti?
Che ve lo dico a fare che se abbiamo in mente un prospect nel mirino o un nuovo partner da acquisire si cercano su LinkedIn i loro uomini e donne di rilievo e si cerca di contattarli direttamente o di farsi referenziare da un contatto comune che ti introduca?
Niente di nuovo, lo so, lo chaperon esiste da secoli, dei lacchè e segretari non ne parliamo neanche, il cerimoniale del "mi permetta di presentarle..." per chiunque faccia il mio lavoro è l'abc, ma vuoi mettere quanto diventa più facile e veloce così? E quanto sia meno invadente di telefonate e appuntamenti? Senza nulla togliere alla sana vecchia stretta di mano e all'organizzazione di eventi, io penso che le pubbliche relazioni 2.0 non possano più fare a meno dell'uso dei social network.
Ah, quasi dimenticavo, questo è il mio profilo: http://it.linkedin.com/in/chiaradilullo;
la scheda corporate di Liquid Diamond invece è qui.
Milano arreda: concorso per giovani creativi
a cura di Chiara Di Lullo - Caricamento...
A.A.A. Giovani creativi cercasi: mobilitatevi, aprite occhi e orecchie.
Secondo me sto per presentarvi un’occasione unica: esporre le proprie opere, firmate e in forma permanente, all'interno delle stanze dell'albergo, con tanto di firma e targa identificativa! Tra l'altro, a meno di opere vincolate alla materia di realizzazione, Hotel Milano si accolla tutte le spese di realizzazione degli elaborati che vinceranno: mica male, eh?!
L'Hotel Milano ha aperto l'1 marzo 2011 il concorso nazionale d’arte "Milano arreda" riservato a giovani artisti, fotografi, grafici e designers, nonché a studenti di istituti d’arte e design.
Le opere premiate saranno 16 in tutto, e non dovranno essere necessariamente tutte di autori diversi, il che significa che non c'è limite di partecipazione: un autore può mandare quante più opere desidera! Tra le sedici vincitrici ne verrà identificata una come la migliore in assoluto che vincerà un ulteriore premio: un soggiorno di 3 notti per due persone presso l'Hotel Milano.
Qui si trovano tutte le informazioni dettagliate, si può scaricare il bando di concorso, vedere le foto dell'albergo e si trova anche il press kit.
Per i più cool, e per chi cercasse ispirazione, Milano arreda ha anche un profilo facebook con il quale si può interagire e dal quale si possono anche trarre ispirazioni!
Il tema del concorso è naturalmente la città di Milano, attraverso la rielaborazione o la rappresentazione di temi, paesaggi, scorci o icone che in qualche modo si leghino, rappresentino, caratterizzino o ricordino la città e tutto ciò che essa rappresenta: velocità, moda, eleganza, design, cosmopolitismo? Ditecelo voi!
Creativi scatenatevi, c’è tempo fino al 30 giugno per partecipare!



















