Come portare all'estero una start-up italiana in 18 mesi

a cura di Samuel Gentile - Caricamento...

La parte più divertente del nostro lavoro è il restyling dell'immagine aziendale: siamo felici quando ci chiedono di intervenire in progetti di comunicazione! Dove possibile partiamo dal re-design del logo, lavorando a stretto contatto con la direzione e il management dell'azienda, con l'obiettivo di far emergere i valori, la morale, l'etica, ovvero la brand essence che useremo per consolidare la percezione del brand da parte dei consumatori.

La sfida (ed è qui il divertimento) consiste nell'unire la creatività di cui siamo dotati alla sicurezza di riuscita delle aziende che intraprendono il delicato percorso di "Revisione dell'aura aziendale". Quando le aziende sono solide e affidabili, hanno fiducia in noi e nelle nostre capacità di mettere l'arte a servizio del profitto, si notano subito i risultati e il coinvolgimento che ne deriva è alla base di un buon progetto.

Esempio di restyling dell'immagine aziendale

Nell'immagine qui sopra vi anticipo un progetto di restyling del marchio e della comunicazione al quale stiamo lavorando, ma ve ne parleremo tra qualche giorno, giusto il tempo di preparare il materiale ;)

Ma non tutti i progetti ai quali lavoriamo riguardano il restyling dell'immagine. Ci capita spesso di avere a che fare con nuove idee e modelli di business, in gergo start-up, e in questi anni abbiamo avuto la fortuna di lavorare con molte nuove realtà imprenditoriali: alcune sono sbocciate, altre si sono perse, altre stanno aspettando che il mercato le accolga. Tra tutte però devo riconoscere che nessuna è stata piena di grinta come Italfile nel dare vita e vigore al progetto Telecomando Jane.

Telecomando Jane

Quasi senza fare rumore il telecomando, disegnato e progettato da Luigino Pellattiero, ha conquistato lo stivale in 12 mesi e nei 6 successivi ha raggiunto eccellenti risultati anche all'estero.

Questo piccolo concentrato di design e know-how, interamente made in Italy che vanta il "reso zero", in questo momento è distribuito in Austria, in Slovacchia, in Olanda, in Repubblica Ceca e in Australia!

Tutto il visual merchandising e gli strumenti di comunicazione a supporto dell'azione di vendita sono stati preparati, lingua per lingua, e vengono inclusi nell'apposito Starter Kit ideato per il primo acquisto da parte del Retail.
Anche il sito internet è stato riprogettato,  nell'attuale versione sviluppata per questa fase di internazionalizzazione potete divertirvi a scoprire chi distribuisce, installa e vende i prodotti Italfile.

Jane in Repubblica Ceca

Ma tornando alle start-up, quello che mi interessa mettere in luce sono la tenacia e la determinazione che hanno reso veramente vincente il progetto Jane. Sono sempre più convinto che il successo di questo progetto sia da riconoscere al "dream team" che ci ha lavorato. Dalla visione dell'imprenditore, all'organizzazione aziendale, dalla strategia creativa alla forza vendite, alla gestione del retail, tutto ha portato il giusto valore al mercato e il mercato ha ricambiato dando l'opportunità a questo business di crescere.

Quello che sto per dire non è un segreto: molti progetti di start-up si arenano nella fase iniziale perchè, indipendentemente dalla crescita, il team si abitua a fare sempre le stesse cose, con la stessa forza, ad avere sempre la stessa gittata. Nel caso di Jane, invece, con il passare del tempo l'impegno è stato sempre maggiore, l'asticella degli obiettivi è stata alzata giorno dopo giorno, gli investimenti sono stati proporzionati ai nuovi obiettivi. Il "dream team" è cresciuto successo dopo successo e a distanza di un anno e mezzo Luigino è ancora un trainatore, ricco di entusiasmo e di passione per il suo lavoro con una valigia piena di nuove idee da sviluppare.

Noi siamo orgogliosi di essere parte di questo progetto e vogliamo ringraziare di cuore questa grande famiglia che sa rendere reali i sogni, in particolare Luigino, fondatore di Italfile che ha avuto la forza di credere tutti i giorni nelle persone, e Roberto di Team Network International che ha curato lo sviluppo della business idea e istituito la rete vendita.

mappa rivenditori Jane - Maggio 2012

Molti sanno già che per trasformare un sogno in obiettivo è importante definire una data di scadenza, io aggiungo che il percorso ti dà più soddisfazioni quando si è in compagnia di chi condivide i tuoi obiettivi.

Lo so che cosa stai pensando, servirebbe anche a te un dream team per i tuoi sogni!
Beh, noi cerchiamo sogni da realizzare :)

Cosa c'è dietro un sito web?

a cura di Samuel Gentile - Caricamento...

In 10 anni di attività in questo settore mi sono fatto molte volte questa domanda e spesso ho cambiato idea sulla risposta. Ogni progetto ha la sua storia e si potrebbe giustificare ogni singola scelta, ma sommando le esperienze tutto assume un senso diverso che offre una prospettiva più ampia e accresce la consapevolezza di quello che si sta facendo.

Agli esordi l'impatto scenico era la priorità assoluta del progetto. Bello e d'Impatto erano le due parole che usavo pure nei preventivi per descrivere il sito web. Effetti grafici, intro animate e menu in movimento. La finalità era emozionale, quando si parlava di "sito web" partiva un film, il mio.

Successivamente Unico e Riconoscibile sono stati i pilastri su cui progettare l'interfaccia web e l'esperienza utente. Grande rispetto, uso e applicazione dei canoni estetici moderni, al quale si sommava una buona dose di programmazione per stupire il navigatore che a volte non capiva dove si trovava, ma stava bene con se stesso.

Poi la finalità è diventata ludica. Intrattenere con il gioco, comunicare con la scoperta. Il visual minimalista lasciava spazio ai virtuosismi del codice, gli elementi nello schermo prendevano vita e interagivano con il navigatore, facendosi notare, come fossero esseri pensanti.

Old computer

Durante queste fasi evolutive si passava lentamente dal tubo catodico al monitor piatto, le risoluzioni pian piano aumentavano, ma una certa pacatezza del mercato frenava l'entusiasmo degli smanettoni del web.

Poi il qualcosa è cambiato, sono arrivati monitor sempre più grandi, telefoni sempre più piccoli e costantemente connessi, portatili e tablet di tutte le misure. Ma soprattutto è cambiato l'utente, si è allargata la fascia di chi ha accesso tutti i giorni alla rete e ora è ovvio che la stessa pagina sia vista sia da uomini sia da donne, con una buona distribuzione nelle fasce di età tra i 15 e i 65 anni. Aggiungiamo i social network, che hanno amplificato il segnale e a volte anche distorto, ma ormai è così: per alcuni internet è l'icona di Explorer, per altri è la bacheca di Facebook.

Dispositivi portatili

La situazione è un po' come al centro commerciale: c'è di tutto, c'è un sacco di gente.

In realtà questa situazione può creare degli imbarazzi, oggi lo stereotipo di navigatore confonde le idee ai responsabili della comunicazione aziendale, nel web si può pescare tanto ed è auspicabile portare a casa di tutto, la strategia dell'immediato suggerisce di puntare alla massa, di creare un "web per tutti". Ma così non funziona.

Dietro ad un sito web ci vuole strategia. La strategia consente di scegliere a chi rivolgersi, cosa dire, come fare, con quale fetta di utenti dialogare. Le funzionalità del sito e l'interfaccia di navigazione si progettano proprio per una specifica fetta di utenti. Loro devono navigare, interagire, trovare, comprare, commentare, condividere. Fare delle azioni. Possiamo guidarli, rendere più facile la ricerca di quello di cui hanno bisogno, o scoprire ciò che non è ancora un bisogno ;)

Connettività multidevices

Ok per i messaggi e gli slogan emozionali, va bene la grafica scintillante, belli gli effetti e i movimenti, ma al primo posto c'è l'utente e l'utente sta consultando le pagine del sito per un motivo. Non possiamo neppure più affermare che si trova in ufficio, davanti al monitor. Dobbiamo dare per scontato che sia in movimento e acceda al nostro sito web con un netbook, con un tablet o con uno smartphone. Dobbiamo conoscere molto bene gli utenti per cui progettare strumenti on line e la velocità con cui si muove il mercato del web richiede di rinfrescare questa conoscenza il più spesso possibile.

Ora posso dire che dietro ad un sito web ci deve essere un profondo rispetto per l'utente che lo userà. Ergonomia ed usabilità sono le due keyword con il quale sviluppare i progetti web per chi li dovrà usare.

Il tuo sito è progettato per i tuoi utenti?

L'errore più comune

a cura di Samuel Gentile - Caricamento...

Quasi tutti i giorni riceviamo nuovi contatti da persone (in qualità di aziende) che ci chiedono preventivi, offerte, quotazioni, per capire quanto costano i nostri servizi e comparare i nostri costi con quelli di altre agenzie o professionisti.

Molte di queste richieste sono accompagnate da brief che spiegano più o meno dettagliatamente le esigenze o gli obiettivi che il cliente dichiara. Nel caso non sia stato preparato il documento di brief è nostra cura (con uno o più incontri) raccogliere le informazioni utili, identificare lo scenario su cui lavorare e proporre la linea strategica e tutte le azioni tattiche su cui intervenire nel tempo.

Già, la linea strategica.
Proprio qui si presenta l'inghippo che mette in evidenza un errore piuttosto comune, ma ci arriviamo tra poco.

Ho voluto usare il termine "linea strategica" proprio per facilitare la visualizzazione del concetto: una strategia è come una linea tracciata per collegare due punti. Dove siamo ora e dove vogliamo arrivare sono i due punti. Il percorso che li collega è frutto di scelte e di esperienza, di improvvisazione o di buon senso, dipende da chi lo disegna, le varianti sono molteplici.
Tornando ai punti, l'Obiettivo è il punto al quale vogliamo arrivare.

E invece.

Obiettivi o strumenti?

A volte succede che l'obiettivo venga confuso con lo strumento, che un sito web o una brochure assumano un peso così rilevante nel proprio progetto di business da rendere difficile l'identificazione del vero obiettivo.
Quasi come l'obiettivo di business non fosse più importante.
E alla fine ci si dimentica che una squadra esiste solo se c'è un obiettivo comune.

Quando riceviamo una richiesta di preventivo da parte di un nuovo cliente, la parte più impegnativa è dimostrare che siamo un team e che vogliamo condividere un obiettivo. Quello del nostro cliente.

Mi piace molto questa frase di Woodrow Wilson: "Non dovremmo usare solo tutto il cervello che abbiamo, ma anche tutti quelli che riusciamo a prendere in prestito."
All'interno di questo team mi occupo di definire le strategie creative dei progetti di comunicazione per conto dei nostri clienti.
Disegno linee che collegano il punto in cui siamo al punto in cui vogliamo arrivare.

Se pensi che la mia capacità possa essere utile al tuo business allora troviamoci per una tisana, visto il freddo, e facciamo due chiacchiere.
Adoro parlare di obiettivi e disegnare schemi
.

Strategia creativa

Scrivimi qui samuel@liquiddiamond.it oppure lascia un messaggio in ufficio e ti richiamo io.
Ciao e buon lavoro!

Ieri notte abbiamo cambiato vestito

a cura di Samuel Gentile - Caricamento...

V7 sta per versione 7 del sito web di Liquid Diamond.
In 10 anni abbiamo cambiato vestito tante volte, così siamo noi e questo è il web.
In questa versione abbiamo deciso di unificare i contenuti, di rendere visibile il legame tra i progetti in portfolio e gli articoli nel blog, di rendere visibile la relazione tra quello che facciamo e come la pensiamo.

Lo scorso mese un imprenditore mi disse "Un conto è l'etica, un conto è la pratica", e me lo disse per giustificare l'evidenza incoerenza tra il suo pensiero e le sue azioni.
Il V7 serve a dimostrare che ce la mettiamo tutta affinché la nostra etica si concretizzi nelle nostre azioni.
Non sempre è facile e alcune volte ci resta l'amaro in bocca, ma l'entusiasmo ci stimola a provarci tutti i giorni.

L'impegno e l'energia che ho visto nel team durante la realizzazione di questo progetto mi rendono orgoglioso di presentarvi il V7: www.liquiddiamond.it

Buone feste, con un’indiscrezione!

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Alle prese con l'albero? O con il presepe? Mentre premo i tasti, mi piace immaginarti così, in un clima di attesa festosa e vibrante, con tante cose da fare, persone da ritrovare, anche quelle che non vedi da un po'...

Adesso che siamo alla fine dell'anno, è tempo però di tirare le somme: cosa si è fatto, cosa si poteva fare meglio e come migliorare l'anno prossimo. Presumo che anche tu lo stia facendo, no?

Quello che vogliamo condividere, in questa occasione di riflessione, prima del 2012, è un'indiscrezione: i programmatori stanno ancora duramente lavorando, i contenuti invece ci sono e le grafiche sono state ben cesellate... vuoi vedere che riusciamo a stappare il nuovo sito di Liquid Diamond ad inizio anno?

Nuovo sito Liquid Diamond - Portfolio su iPad

Bene, dopo questo assaggio di portfolio su iPad, ritorniamo all'atmosfera luccicante di questi giorni. Le feste sono fatte per darsi i bacetti sulle guance e regalarsi un abbraccio e noi abbiamo deciso di regalarne uno a chi ha lavorato con noi nel 2011, ringraziandolo di cuore per la fiducia riposta e per aver condiviso la voglia di crescere.

B+B Group, British Council, CAI Club Alpino Italiano, CCIA Padova, Contarini Vini e Spumanti, Dimensione Legno, Dr. Mario Aimetti, Euganea Vasi, FITOT, Gam Edit, Gascom, Giolocenter, Hotel Milano, Istituto e Scuola di Estetica Primia, Italamp, Italfile, Italsoft Group, KeyTeam, L'Armadio Verde, LaCrì, Marinello Tende, Mia Gioielli, Mondo Serramento, Montini Case Bioclima, Prodotti Stella, Shift2, Signascript, Studio dentistico Bortolotti, VRMedia, Yellow & Yellow.

Auguri da tutto il team di Liquid Diamond: Buone feste e Felice 2012!

In 9 mesi cosa nasce in una Scuola di estetica?

a cura di Samuel Gentile - Caricamento...

9 mesi è il tempo che abbiamo dedicato a studiare il progetto per Scuola Primia, a delineare la strategia di comunicazione e a produrre gli strumenti necessari per ottenere i risultati che oggi voglio condividere sul blog.

Il lavoro più grande, all'inizio del rapporto lavorativo, ha riguardato l'analisi degli stakeholders, una volta ottenuta la lista abbiamo identificato per ogni segmento i punti di contatto e ci siamo chiesti quali strumenti potessero essere utili al team di Scuola Primia per essere efficaci.

Il panorama si è rivelato da subito complesso e articolato ed è risultato spontaneo cercare di mettere ordine utilizzando la rappresentazione visuale dei dati raccolti. Ecco perchè abbiamo realizzato la "mappa degli stakeholders" e dei punti di contatto.

Rappresentazione grafica della mappa degli stakeholders per Scuola Primia

La rappresentazione grafica ha aiutato ad individuare una serie di percorsi da intraprendere, ha svelato uno scenario che non ha lasciato scampo a errori di valutazione, di lavoro ce n'era tanto (e tanto è ancora da fare). La mappa ha permesso infatti di capire quanta comunicazione è richiesta in un'organizzazione e spesso non viene curata o presa in considerazione.

La strategia creativa ha determinato quali strumenti e in che ordine si sarebbero affrontati.
La prima azione concreta è stata la realizzazione di un servizio fotografico e la raccolta di materiale audiovisivo sul campo, con due scopi:

  • documentare la quotidianità all'interno della scuola, le azioni in aula e in laboratorio, la teoria e la pratica delle allieve
  • costruire degli scatti fotografici ad hoc per rappresentare tre differenti aree di competenza (trucco, trattamento viso e massaggio) per le quali l'istituto è da tempo rinomato per la qualità formazione e per il metodo di lavoro.

Realizzazione servizio fotografico per Scuola Primia

Con le foto, adeguatamente perfezionate, abbiamo realizzato le locandine che sono state distribuite nei punti strategici della provincia, con l'obiettivo di fornire le informazioni necessarie alle possibili allieve e di invitarle a visitare una specifica pagina web, facile da ricordare, dove approfondire l'argomento e lasciare i dati utili a fissare una visita nella scuola.

Impaginazione locandine differenziate per target

La pagina web è stato solo l'inizio dell'avventura on-line, il grosso del lavoro si è svolto nella progettazione del nuovo sito web. Il restyling grafico non era sufficiente, le nuove informazioni raccolte hanno messo in evidenza le necessità dell'utenza principale, tutto il sito è stato riprogettato per i quattro tipi di utenti che godono quindi di un percorso privilegiato tramite il quale raggiungere le informazioni giuste per loro.
Abbiamo lavorato per l'utente finale: niente di più, niente di meno.

Sito web per Istituto e Scuola di estetica Primia

Si, queste sono teorie, ma i riscontri?
Beh, dalla scuola ci dicono che il telefono suona in un modo diverso, sono diminuite drasticamente le telefonate che chiedevano informazioni basilari, sono aumentate le procedure "fai da te" da parte dell'utente, che fanno risparmiare tempo al personale della scuola, le richieste di contatto sono condivise e rintracciabili perchè il personale è stato formato all'uso di piattaforme CRM (anzi, social CRM!) perchè il cliente è importante ed è al centro di ogni business.

Quando il rapporto con il cliente è gestito da più persone e si ha a che fare con molti contatti al giorno è fondamentale che tutti possano condividere le informazioni e che il cliente riceva un servizio rapido e coerente.
L'attivazione di questa metodologia di lavoro permette questi risultati.
Volete una prova?
Visitate il sito di Scuola Primia, iscrivetevi ad un corso o chiedete informazioni e valutate l'efficienza del sistema che abbiamo avviato. Ah si, è anche probabile che l'efficienza non sia ancora al 100%, non si raggiunge l'eccellenza in 9 mesi, si fa giusto in tempo a nascere, il bello arriva adesso ;)

Chooser = Designer

a cura di Samuel Gentile - Caricamento...

Non mi è facile spiegare il concetto che sta dietro al titolo di questo post. Forse perché nasce da una serie di riflessioni e di critiche ai gesti quotidiani che non sono mai riuscito ad accettare.

Ammetto però che tutto è partito dalla serratura del basculante.

Ogni mattina osservo con attenzione il banale gesto che compio nell'aprire la serratura e la maniglia del basculante, per tirare fuori la macchina dal garage. Di seguito una foto, nella sequenza si vede bene come la maniglia (una volta aperta) faccia attrito con la chiave e non consenta l'estrazione senza sforzo. E ogni mattina mi chiedo se chi ha disegnato quella maniglia (montata da anni in un numero immenso di basculanti) si sia reso conto del fatto che la sua opera è incompleta, funziona male e si potrebbe migliorare.

Fotosequenza apertura serratura basculante

C'è un legame fortissimo tra il design e le scelte.
Qualcuno disegna e impone le proprie scelte.
Qualcun altro compie delle scelte e impone un disegno.

Questo principio è applicabile ai prodotti, alla comunicazione, alle società, alle leggi, all'ambiente, alla città, al singolo, alle relazioni interpersonali, al cibo, a quello che ti passa per la testa.

Il ruolo del designer viene spesso confuso o scambiato con la professione del grafico, con chi ha le competenze tecniche, con chi esprime un proprio senso estetico, con l'artista.
Le decisioni dei designer invece influenzano la vita delle altre persone, tutti i giorni, in tutti gli ambiti. Chi ha il potere di decidere è un designer. Allo stesso tempo, un designer ha il grande potere di compiere delle scelte per se stesso e per gli atri.

Noto la facilità con cui ci si fa trasportare dall'emotività, dall'estetica, dal senso del bello, dal "mi piace / non mi piace più"; perdendo di vista la relazione tra scelte e design, tra design e scelte.
Credo sia normale essere attratti dalle stranezze e desiderare qualcosa che differenzi noi stessi o il nostro prodotto nel mercato; il rischio dietro l'angolo è fermarsi alla superficie, all'estetica, al gusto personale, alla funzione.

E come la materia, qualsiasi essa sia, impone la sua forma, alla forma (per citare Richard Serra), allo stesso modo affermo che l'estetica impone il suo destino al design. Modificandolo, alterandolo, snaturando la funzione per cui ha senso.

In "Un altro giro di giostra" Terzani racconta una storia vecchia di secoli sulla libertà:

Un uomo va dal suo re che ha grande fama di saggezza e gli chiede: «Sire, dimmi, esiste la libertà nella vita?»
«Certo», gli risponde quello. «Quante gambe hai?»
L'uomo si guarda, sorpreso della domanda. «Due, mio Signore.»
«E tu, sei capace di stare su una?»
«Certo.»
«Prova allora. Decidi su quale.»
L'uomo pensa un po', poi tira su la sinistra, appoggiando tutto il proprio peso sulla gamba destra.
«Bene», dice il re. «E ora tira su anche quell'altra.»
«Come? È impossibile, mio Signore!»
«Vedi? Questa è la libertà. Sei libero, ma solo di prendere la prima decisione. Poi non più. »

Uccello su una zampa

La prima decisione è molto importante, il resto è conseguenza che non va confusa con la scelta.
Non possiamo ignorare che c'è una grande responsabilità nel prendere le decisioni iniziali, e che, se non si è preparati a mettere in discussione le nostre scelte con questo spirito, sarà molto difficile essere liberi di progettare.
E questo è il lavoro del designer: un tipo in gamba, su quella giusta! ;)

Questo post l'ho scritto con l'intento di provocare una riflessione: vedo solo io un sacco di persone che prendono decisioni importanti che influenzeranno ciò che verrà dopo? Sanno di essere designer?

E che dire invece dei designer che dovrebbero prendere delle decisioni importanti e non lo fanno? Sono ancora dei designer?

50 anni di vasi... sul balcone e in villa

a cura di Samuel Gentile - Caricamento...

Oggi vi racconto quello che abbiamo fatto in questi ultimi due mesi per un nuovo cliente, Euganea Vasi, industria dal cuore artigianale ai piedi dei Colli Euganei, specializzata nella produzione di vasi in terracotta, che quest'anno festeggerà il 50esimo anniversario.

Che sorpresa scoprire che producono anche la caratteristica cassetta, quella di solito usata per i gerani! Son sicuro che vi piacerebbe averne una, me l'hanno già chiesta in tanti... quasi quasi metto su un business ;)

Cassetta Euganea Vasi in Villa Clementina

Veniamo al dunque, al motivo del nostro incarico. Il restyling del catalogo prodotti, uno strumento di comunicazione fondamentale che l'azienda aveva bisogno di rinnovare e ripensare. Prima di metterci anima e corpo nel lavoro, abbiamo riflettuto sul tipo di prodotto che Euganea Vasi realizza da così tanto tempo.

Il prodotto vaso è relativamente semplice: a parte la ricetta segreta delle dosi di argille che vengono amalgamate per la preparazione dell'impasto, l'eccezionalità di questo prodotto è nell'utilizzo che se ne fa.
La passione per il giardinaggio (più che altro per l'orto) che ho cominciato a "coltivare" in questi ultimi anni, mi ha messo in condizione di focalizzare l'attenzione sul vero valore del vaso in terracotta, che sta nell'uso e nell'esperienze acquisite quando si curano e coltivano piante e fiori d'ogni genere.

La passione necessaria per ottenere dei buoni risultati è rinomata, si sa che addirittura alcuni parlano alle proprie piante, nella convinzione che crescano meglio. Non ci siamo spinti a tanto, ma l'idea è stata rappresentare i vasi nel loro utilizzo, ambientati in una residenza d'eccellenza, che aiutasse a ritrovare il rispetto dei tempi lenti e ricchi di significato della vita contadina, immersi in un panorama mozzafiato ai piedi delle colline moreniche tra Conegliano e Vittorio Veneto, ricoperte di vigneti di Prosecco.

Location favolosa quella offerta da Villa Clementina, dove abbiamo sperimentato l'ambientazione dei vasi nei contesti più diversi, dalle colonne esterne alla sala colazioni, dalla scalinata sulla fontana alla sala degustazioni.

Servizio fotografico in Villa Clementina per Euganea Vasi

Noi nel frattempo sistemeremo le fotografie e produrremo il nuovo catalogo dei vasi... e voi? Non mi resta che consigliarvi un soggiorno o più semplicemente una passeggiata in Villa Clementina, per gustare un buon bicchiere di Prosecco Contarini, nell'attesa che il catalogo sia pronto e possiate ordinare i migliori vasi per le vostre piante.

Perché gli incentivi non producono i miglioramenti attesi?

a cura di Samuel Gentile - Caricamento...

Capita frequentemente che si prendano delle decisioni strategiche e si adottino sofisticate tattiche, con l'obiettivo di ottenere dei risultati certi, per poi scoprire che il pubblico al quale ci siamo rivolti con tali tecniche non reagisca come ci aspettavamo e ignori il nostro messaggio.

Molto spesso l'errore sta nella forma con il quale viene confezionato il messaggio.
A volte basta una parola di troppo (come anche una in meno) per dimostrarsi inefficaci e per nulla persuasivi.
Sarebbe utile allora avere un manuale pratico, con casi studio, esempi e dimostrazioni di tattiche corrette e di errori da evitare.
In effetti un libro utile ad evitare certi errori esiste: 50 segreti della scienza della persuasione

L'ho comprato per il titolo, che si è rivelato un'ottimo esempio di copywriting perché all'interno del libro non ci sono dei segreti e non si impara ad essere persuasivi, ma ci sono studi, prove e test, con dati alla mano, che riportano l'attenzione sull'importanza della scientificità delle azioni comunicative su cui siamo impegnati tutti i giorni.

Questi gli autori del libro: Robert B. CialdiniNoah J. Goldstein e Steve J. Martin

Senso unico

C'è modo di veicolare un messaggio ed ottenere i risultati sperati?
Mi mancano solo poche pagine alla fine, ma è evidente che la risposta sia no. Non esiste un solo modo, ma si possono individuare delle procedure logiche per evitare di disperdere i risultati e aumentare le probabilità di successo.

Intanto ho trovato una traccia interessante per un progetto di comunicazione ad uso interno dell'Hotel Milano. Sono curioso di vedere se le indicazioni e i consigli che ho trovato al capitolo 12 saranno veramente persuasivi, tanto da far collaborare i clienti dell'albergo, sensibilizzando il risparmio energetico, con il riutilizzo degli asciugamani da bagno.

Direi che è una lettura consigliata a chi desidera ottenere dei risultati concreti dalle proprie comunicazioni. E voi l'avete letto? Se ne conoscete altri non esitate a condividere ;)

Su aNobii trovi altre recensioni.
Puoi comprare il libro anche su Hoepli.

ISBN: 9788850220038

La purezza del vino in purezza

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Martedì 1 Marzo ho passato una piacevole serata in compagnia di amici partecipando, presso l'azienda agricola Cescon, ad una degustazione di vini, nonostante non possa provarli :(

Degustazione vini Oryzètum

Giuseppe Cescon assieme alla sorella Antonella stanno portando avanti l'azienda di famiglia e hanno deciso di intraprendere un nuovo percorso legato alla produzione di vino in purezza. Tre qualità per altrettanti vini, con delle caratteristiche particolari che rendono unico ogni singolo bicchiere.
Giuseppe mi ha spiegato come la presenza di calcare nel terreno incida nell'eleganza e come la quantità di pioggia determini la potenza di ogni annata; mi ha raccontato come sia difficile trovare le giuste botti, quanto importante sia garantirsene l'approvvigionamento, insomma mi ha regalato la sensazione di scoprire cose nuove.

Cantine Oryzètum

Tra tutte le cose che ho sentito l'altra sera, però, resta il dubbio sul concetto di "vino in purezza".

Beh, mi è più facile dire cosa ho visto io: ho visto la purezza negli occhi di Giuseppe e della sua famiglia. Ho cenato a casa loro, non era un'azienda ma direi più una famiglia quella che ha accolto me e Fabiano. Giuseppe ha parlato con il cuore e ha spiegato come sia stato difficile portare avanti delle scelte in un settore dove tutto potrebbe essere più facile, più comodo, aggiungendo un po' di solforosa o partendo da lieviti che garantiscono i risultati.
La purezza io l'ho vista nei sorrisi di chi sa di aver fatto la scelta giusta, di chi si rende conto che è possibile, difficile, ma possibile.

Ho visto la mucca viola pascolare nei campi dell'azienda agricola Cescon. Non era lì per grazia ricevuta, hanno sudato il suo arrivo e ci hanno creduto.
C'erano le bottiglie del 2006 sul nostro tavolo, hanno atteso con pazienza, senza mollare, che arrivasse il momento giusto per aprirle e ora che le hanno stappate, libiamo ne' lieti calici: un brindisi per Giuseppe e Antonella!

P.S. Ovvio che presto metteremo mano alle etichette, ma nel frattempo, se volete fare bella figura con gli ospiti procuratevi un paio di bottiglie: l'azienda agricola è in via Tabacchi a Chiarano (TV). Se avete domande scrivete a oryzetum@gmail.com

Libiamo ne' lieti calici

P.P.S. Il nome del vino è Oryzètum, perchè nel 1600, al posto delle vigne, c'era una risaia coltivata dai Benedettini.
Storia vera, questa, mica marketing! Risatona

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