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Condividere per risparmiare

31 Aug 2010 _ a cura di Andrea Collet

Ricordate CosIShare, la start-up vincitrice del primo bando del bando Start Green, il concorso che permette di sviluppare da subito e con pochi fondi una comunicazione eccellente? Vi rinfresco brevemente la memoria: CosIShare permette alle aziende di risparmiare denaro condividendo macchinari e risorse ed è la prima promotrice in Italia dell'investimento condiviso (investment sharing), una forma di negoziazione win-win che apporta a chi investe e a chi offre un vantaggio reciproco. In pratica: se i prezzi per noleggiare un proiettore, un plotter, una videocamera, o altri strumenti da ufficio sono troppo alti, sarà possibile trovare beni simili condivisi a prezzi decisamente più interessanti. Oppure, se avete una sala riunioni che usate saltuariamente, perché non utilizzarla per generare profitto mettendola a disposizione ad altre aziende nei giorni in cui è vuota?

Condiviso.it: condividere per risparmiare

Ora veniamo al sodo: dopo un'estate di pianificazioni strategiche, incontri e di progettazione grafica, Liquid Diamond è felice di presentarvi la nuova immagine di CosIShare, anzi, di Condiviso.it, visto che il nome cambia in favore di una maggior chiarezza e di un'orientamento ai network di industrie locali e nazionali.

  • un nuovo accattivante logo, brillante e dinamico, capace di caricarsi e di rappresentare al meglio la filosofia di Condiviso.it;
  • un pieghevole illustrativo, per introdurre il pubblico ai vantaggi introdotti dal servizio e diffondere la conoscenza del servizio nel territorio;
  • biglietti da visita e carte intestate;
  • sito di presentazione al portale di condivisione, capace di presentare il servizio e con un'area FAQ per chiarire tutti i dubbi e le perplessità.

Inutile dire quanto il progetto ci stia a cuore (sia per un'affinità etica, sia per l'innovazione di cui si fa portatore), infatti non vediamo l'ora di pubblicare il sito e di far girare i primi pieghevoli stampati tra gli early-adopters.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi del progetto, nel frattempo cominciate a pensare a cosa potreste condividere, guardatevi attorno, di sicuro ci sono dei macchinari fermi, o delle stanze vuote, che non generano valore.

C'è un buon motivo per tenere ferme quelle macchine o attrezzature o locali?
C'è un buon motivo per non condividerle?

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CEEI: un progetto di comunicazione ecosostenibile

25 Aug 2010 _ a cura di Samuel Gentile

Fabio Reffo è il titolare di CEEI, Compagnia Europea Eco Imballaggi. Quando l'ho conosciuto la prima volta era deciso nel voler realizzare il nuovo company profile per la sua azienda. Poi ha partecipato ad un seminario di Jeffrey Gitomer (del quale ho letto quasi tutti i libretti colorati) nel quale Jeffrey ha sminuito il valore del company profile, definendolo uno spreco di carta, tempo e denaro, perché sicuramente va a finire dentro al cesto della differenziata. Tanto vale regalare al potenziale cliente un gettacarte con il tuo viso stampato sul fondo.

Jeffrey ha ragione, Fabio lo sa, ma non ha rinunciato al suo progetto, perchè il company profile di CEEI sarà diverso da tutti gli altri!

Griglia sotto alle vasche colore

Per questo lavoro abbiamo sfruttato tutte le nostre conoscenze sulla progettazione ecosostenibile e sulle tecniche di stampa, con lo scopo di massimizzare i risultati, ridurre i costi di produzione ma soprattutto dimostrare coerenza, rispettando i principi e l'etica aziendale anche negli strumenti di comunicazione istituzionali.

Sacchetti di carta prodotti da CEEI

CEEI produce sacchetti di carta e stampa su cellulose certificate con inchiostri a base-acqua. L'ecologia è uno dei valori su cui è fondata l'azienda, assieme alla componente umana e all'innovazione costante.

Sani principi, che condividiamo pienamente e che abbiamo pensato di veicolare ai prospect tramite uno strumento coerente nella forma e nello spirito. La scelta stilistica ha rappresentato questi tre valori con altrettanti aspetti comunicativi:

  • per dare evidenza alla responsabilità ambientale abbiamo scelto una palette cromatica eco-friendly: crema, verde e marrone;
  • le persone che compongono la squadra CEEI sono il vero soggetto del company profile, loro stessi si raccontano, tra aneddoti, aforismi e spirito condiviso traspare la componente umana;
  • l'innovazione costante offre numerosi spunti che vengono trasmessi tramite i vari "tips" sparsi nelle pagine del documento.

Per studiare il formato più idoneo e il numero di pagine ottimale siamo partiti dalla fine: dal foglio macchina che si usa per la stampa, in questo modo ci siamo garantiti la resa ottimale, minimizzando gli sprechi, senza per questo limitare l'espressione artistica del progetto.

Prove teniche per la resa di stampa duotone

La scelta della carta, nella tonalità del crema, ci ha consentito di ridurre a due i colori delle tinte piatte (verde e marrone). Il duotone, nella composizione delle immagini, ci ha dato la possibilità di dimezzare le lastre, rispetto alla quadricromia (CMYK).
Abbiamo deciso di usare per tutti i testi lo stesso colore (marrone); la tecnica di sovrastampa è un'accortezza che permetterà al tipografo di produrre le lastre dei testi in più lingue (marrone) e riutilizzare la lastra delle immagini (verde).

Non vedo l'ora di avere tra le mani una copia del company profile e di farvi vedere il risultato concreto di questo progetto. Stay tuned ;)

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Un blocchetto per gli "attacchi d'arte" isterici

11 Aug 2010 _ a cura di Giuseppe Cosmai

A tutti è capitato, durante una lunga e non necessariamente noiosa telefonata, di scarabocchiare su di un foglio di carta, e di chiudere con l'interlocutore, scoprendo di essere autori di un'opera visiva complessa, fatta di intrecci, tratteggi e campiture, composizioni astratte o realistiche, in ogni caso a "mano libera".

O anche durante un incontro o una conferenza, nell'intento di prendere appunti, liberare le evocazioni generate dal cervello su di uno dei concetti appena ascoltati, scrivendo qualcosa ai lati del foglio e lasciando poi scorrere poi la penna in una danza ornamentale, senza una logica apparente o con inaspettata ispirazione compositiva.

Chi di noi non si è mai abbandonato a quella strana ed irresistibile voglia di tracciare nuovi schemi e originali geometrie dall'inspiegabile armonia visiva?

Beh da oggi vi diamo la possibilità di collezionare tutte le vostre opere d'arte generate dalle zone più o meno addentrate del vostro inconscio e addirittura pubblicare quelle più interessanti in un hall of fame delle divagazioni artistiche.
Come? Semplice, basta collegarsi al sito http://www.liquiddiamond.it/quasinotes e richiedere gratuitamente il proprio blocchetto QUASINOTES. Una volta ricevuto, potrete usarlo per ospitare i vostri “attacchi d'arte” quotidiani; poi fate una scansione o scattate una fotografie ed inviatela tramite l'apposito form. Saranno pubblicati sul nostro muro virtuale, con la possibilità di condividerli sui vostri social network preferiti.

Blocchetto QUASINOTES, richiedilo, è gratis!

I blocchetti QUASINOTES sono stati progettati recuperando gli scarti di stampa di una produzione EcoOffset di GamEdit, ed il progetto è stato poi sviluppato integrando sul nostro sito l'accattivante sistema di gallerie Cooliris.
Cooliris è un'applicazione flash che si interfaccia con diverse tecnologie di condivisione di immagini e video, e ne dispone i contenuti su un muro digitale, permettendo di scorrere tra infiniti elementi e di personalizzarne l'esperienza di visualizzazione.

Così abbiamo deciso di costruire e sperimentare un nuovo modulo per Contao, il CMS opensource su cui si basa il nostro sito, per arricchirne le funzionalità ed in futuro chiederne la pubblicazione come estensione ufficiale: ogni qualvolta ci invierete il vostro disegno, il modulo genererà automaticamente un feed RSS grazie al quale la galleria potrà aggiornarsi in autonomia e gli iscritti saranno informati sulle novità pubblicate.

Allora che aspettate? Iscrivetevi e richiedete subito il vostro blocchetto magico per iniziare al più presto la raccolta delle vostre doti artistiche inconsce e la condivisione dei migliori "schizzi" creativi!

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Domani insalata di orzo solo x te

06 Aug 2010 _ a cura di Fabiano Mason

Menu del giorno Happy Hours Café a Limena

Lunedì scorso, mentre in ufficio disquisivano allegramente su facebook e su come il famoso social network possa essere uno strumento più utile a livello aziendale che a livello personale arriva un messaggio privato a Valentino che dice esattamente così:

"gigi happy hours cafe msg x highlander domani insalata di orzo solo x te"

Fantastico! Luigi, il gestore del bar dove solitamente andiamo a mangiare a pranzo utilizza facebook per avvertirmi che mercoledì c'è la misteriosa insalata di orzo che tanto volevo assaggiare e che non sono mai riuscito a mangiare perché per una scusa o per l'altra arrivo sempre troppo tardi, quando l'offerta del giorno è già scaduta.

Ebbene, se analizziamo bene quel semplice messaggio possiamo osservare tutto il concentrato delle caratteristiche fondamentali di una buona comunicazione. Infatti, come spesso le aziende dimenticano, comunicazione non significa solo "mandare dei messaggi" ma piuttosto va intesa come un atto sociale di condivisione, interazione, creazione di una o più relazioni.

Ecco quindi, come in questo caso, che un semplice messaggio su facebook risulti invece un perfetto modo di comunicare. C'è:

  • il mittente: "Gigi Happy hours"
  • il ricevente: "Fabiano"
  • e il messaggio: "domani insalata di orzo".

C'è inoltre:

Alla fine, a guardar bene, ci hanno guadagnato tutti: Luigi che ha venduto la sua insalata di orzo a me, a Valentino e ad Andrea e anche noi che abbiamo ricevuto i benefici di un ottimo servizio di CRM.

Forse vi state chiedendo perché ho fatto riferimento a questo piccolo aneddoto? Semplicemente per dimostrare come la comunicazione sul web possa generare delle possibilità di vendita con un ottimo ritorno degli investimenti se l'azienda ha chiaro:

  1. a chi vuole rivolgersi: chi sono i soggetti con i quali devo entrare in relazione?
  2. l'obiettivo: cosa vogliamo che facciano, pensino, abbiano presente, al termine della comunicazione?

Solo attraverso la risposta a queste domande, sarà possibile decidere:

  1. che cosa comunicare: quali sono i punti fondamentali che devo comunicare per ottenere l'effetto voluto e creare la relazione?
  2. come comunicarlo: quali sono "gli strumenti" di comunicazione più adatti a ottenere l'effetto voluto? Web, carta stampata, orale, ecc.?

Poiché sono pigro e non mi piace tanto fare delle presentazioni vi rimando ad alcuni utili spunti che io e Samuel abbiamo già sviluppato e presentato con meritevole successo d'interesse in passato.

Luigi che brinda a Happy Hours Café

A presto! Ci vediamo da Gigi.

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Se Liquid Diamond è un mondo io sono la Svizzera

28 Jul 2010 _ a cura di Chiara Di Lullo

Immaginate Liquid Diamond come un mondo, al suo interno ci sono gli stati.

Immaginate Development Land: pochi alberi ma tante catene montuose di codici, sigle e verbi incomprensibili.

I suoi abitanti Developer si fanno chiamare anche agili e si esprimono attraverso un idioma pressoché inaffrontabile: esiste una lingua ufficiale di stato composta da pochi elementi di base, il problema è che poi ogni città attorno alla lingua base costruisce il suo dialetto. Html, Css, Php, Java... se sentite qualcuno che dice: "lavora sul blocco nel content box" e in tutta risposta: "sì, ma devo editare il template del modulo" o se mai qualcuno vi chiedesse se "c'è Mootools attivo" o "quanto manca al pomodoro" probabilmente state parlando con Denis e Andrea o con Fabiano.

Così come in Svizzera si parlano almeno 4 lingue ufficiali di stato, almeno il triplo dei dialetti, e in ogni caso la lingua di chiunque porti capitali nelle sue banche, allo stesso modo la sottoscritta in certi casi funge da traduttore Liquid Diamond <-> Mondi esterni.

il mondo Liquid Diamond

Interaction Design Land è lo stato indipendente a cavallo del confine che separa quello dei Developer da quello dei Grafici/Designer. Popolato principalmente da piccoli nerd attenti allo stile, in Interaction Design Land nulla è casuale: i suoi abitanti sono sempre concentrati sullo studio e la definizione delle logiche comunicative che sottendono ad un'azione. Funzionalità, user experience, ergonomia sono i fondamenti sui quali hanno fondato la loro costituzione. E' un bel paese: giardini alimentati da sistemi di irrigazione gestiti attraverso le community e i social networks, colori sobri e sempre studiati per il rispetto del visitatore, massimo rispetto per ambiente e ecologia.

Suscitano grande ammirazione in chi li osserva dall'esterno, escono di rado: bisogna invitarli in terreno neutrale per gli incontri ufficiali. Ed ecco che torna in gioco la Svizzera: ciò che fanno suona sempre un po' di magia e un po' di insulto, bisogna stare sempre attenti al rispetto del cerimoniale internazionale: Andrea Collet che chiede a Giuseppe per quando pensa di abilitare gli sketch su quasinotes ha sì quel sentore di mistero che fa subito gioco di prestigio, ma quando Giuseppe lo guarda col sopracciglio alzato e Andrea ribatte con "eh, scusa, no perché sai che nei miei momenti di spleen...aspetta che questa la twitto!" scatta immediata in chi li ascolta la sensazione che parlino di qualcosa di losco o peggio ancora che vi stiano insultando in codice!!!

In Copywriter's Island vive principalmente Valentino, storyteller surreale e con un'identità stratificata. Giovane scrittore dall'occhio appuntito e il cervello veloce e, allo stesso tempo, musicista glamour con glitter blu sugli occhi e in tuta in latex viola, sì, giorno e notte, d'inverno e d'estate. Non è ancora chiaro che effetti abbia questo materiale sui suoi pensieri e se abbia davvero una pelle sotto.

Così come in Svizzera vivono degli svizzeri italiani, anche in LD esiste una Svizzera Copywriter. Io.

Il mondo Liquid Diamond - La Svizzera

Non mi vesto in latex ma porto i tacchi alti e la gonna: sembra che qui dentro sia già sufficiente per assumere un'identità riconoscibile.

Nella Designers&Graphic Nation vivono Massimo, Enrico, Enrico e Enrico. Loro fanno le magie. Fanno diventare le parole di Valentino degli ordinati paragrafi in qualsiasi spazio a disposizione, colorano le lettere ad hoc, ingrassano modelle troppo magre, creano loghi... matita, foglio o photoshop che sia non importa, loro magheggiano: è che come tutti gli artisti della magia agiscono un po' nell'ombra, sfruttano l'effetto sorpresa. La Svizzera spesso si ritrova a fare da supporto neutrale: nella bontà della magia bisogna credere senza conoscerne i trucchi. Fidatevi di me.

In ultimo c'è lo staterello del Management: un brutto posto. Burocrazia, contratti, strategie, leadership, budget, bilanci... e due presidenti: Samuel e Fabiano.

Tutto qui funziona un po' come tra marito e moglie (a voi scoprire chi sia l'uno e chi l'altra): ecco in questa casa faccio tutto io, faccio da me perché tu non hai nessun senso pratico, perché lui è fatto così-non sono io che sono fatto così sei tu che non mi capisci... ma alla fine come nel migliore dei matrimoni si resta insieme, la famiglia funziona e la Svizzera fa da cuscinetto.

Qualcuno all'inizio ha temuto che fossi la Svizzera dei collegi e della signorina Rottermeier, qualcuno ha pensato fossi la Svizzera delle libertà oltre frontiera italiana, qualcuno quella delle relazioni con i grossi capitali e dei trattati di pace in terreno neutrale, forse quella del multilinguismo e della convivenza fra culture diverse.

Nessuno aveva torto, nessuno completamente ragione.

Sono Chiara, e se Liquid Diamond è un mondo io sono la Svizzera.

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Piantala di twittare!

27 Jul 2010 _ a cura di Andrea Collet

Ovvero la tenera storia di un ragazzo di 17 anni alle prese con una pianta di prezzemolo

Diego in Liquid Diamond

Nelle ultime tre settimane qui in Liquid Diamond ci ha fatto compagnia Diego Spolaor (17 anni a Settembre) per un periodo di stage post chiusura anno scolastico. Per l'occasione gli abbiamo quindi chiesto di aiutarci a sviluppare Prezzemulator, il nostro ultimo esperimento con Arduino, la nota piattaforma di prototipazione open source.

E così, appena arrivato, Diego ha trovato ad accoglierlo una piantina di prezzemolo disidratata, una matassina di cavi, due breadboard con qualche sensore collegato e una scheda Arduino affamata di codice. Cose sparse senza un progetto organico. Diego pur non conoscendo nulla di ciò che gli abbiamo proposto non s'è perso d'animo e armato di santa pazienza ha riunito i pezzi di codice e ha interfacciato la pianta col computer.

Da dove è partito Diego...

Sì perché l'obiettivo del progetto era mettere in comunicazione piante e persone attraverso Internet usando i social media come Twitter in questo caso. In pratica possiamo seguire anche a distanza la crescita delle nostre piante con l'uso del cellulare, dell'iPhone, del laptop o di qualunque altro dispositivo con connessione ad Internet e agire direttamente in caso di allarme; ad esempio se il terreno è secco, possiamo attivare una pompa che la innaffi, o, se manca da troppo tempo la luce, possiamo irrorarla di raggi UV.

Da dove arriva l'idea di collegare le piante ad un computer? L'idea non è certamente nuova, in quanto già da tempo esistono impianti di irrigazione automatizzati che monitorano lo stato delle piante e ne favoriscono la crescita, ma si tratta di soluzioni professionali e poco accessibili. Il vero passo c'è stato a fine 2008, quando Make Magazine pubblicò un articolo di Luke Iseman che spiegava come realizzare una prima versione di Garduino (un mix tra le parole garden e Arduino).

Adesso vi chiederete come andrà a finire questo progetto immagino... Ma non dovete preoccuparvi perché vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi del progetto. Questo è solo il primo dei tre post che pubblicheremo e ci saranno anche nuovi video, caricati sul nostro nuovo canale YouTube dedicato alla formazione e alla sperimentazione!

Poco tempo fa vi abbiamo fatto entrare nel nostro venerdì tipico, il giorno della formazione personale o di gruppo, ricordate? Ecco che si vedono i primi risultati di questo desiderio costante di migliorarsi ed esplorare scenari in avanscoperta.

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Progettare lo scarto

23 Jul 2010 _ a cura di Silvia Trueba

Due mesi fa mi sono trovata di fronte ad una sfida davvero stimolante. In Liquid Diamond ci siamo chiesti come realizzare un packaging ecosostenibile dall'inizio alla fine del proprio ciclo di vita e abbiamo cercato una risposta soddisfacente.

Un packaging davvero ecosostenibile

Sì perché ora vedo un uso spropositato di packaging che ha un ciclo di vita brevissimo, utile solo al fine della comunicazione visuale ma che non contiene alcuna informazione e che non serve più già al momento dell'acquisto.

Non è possibile chiedere a certe aziende di eliminare questo tipo di imballaggio dai propri standard ma, a nostro avviso, si può fare qualcosa per stimolare nel consumatore e nell'azienda la consapevolezza dell'importanza del riciclo e del riutilizzo.

Lo scenario ideale, quello che proponiamo noi, sarebbe quello di far vivere più a lungo il packaging, offrendogli una seconda opportunità: ecco che nasce l'idea di rendere utile anche lo scarto.

Dopo un giro al supermercato con Samuel a fotografare la situazione attuale, sono tornata in ufficio e ho proposto di progettare delle confezioni innovative di yogurt per bambini. Mi è sembrato subito un prodotto molto interessante da migliorare. Quanti yogurt può mangiare un bambino durante la sua fase di crescita? E perché non dare alla mamma uno strumento per misurare la sua crescita? E perché non pensare a come limitare l'impatto di queste confezioni con un packaging realmente ecosostenibile? Del resto il mondo in cui vivrà il bambino sarà quello che i genitori gli lasceranno in eredità.

Sicuramente la via del riutilizzo era quella giusta ma non bastava: come nostro solito, abbiamo studiato anche la soluzione più efficace in fase di stampa per ottenere la resa migliore ottimizzando gli spazi sul foglio macchina e abbiamo poi fatto ricorso al duotone per limitare l'uso dei colori e di lastre.

I segreti di un packaging simpatico ed ecosostenibile

Andiamo al concreto. La parte interna delle varie confezioni (10 in tutto) si incastra l'una con l'altra e vanno a formare uno strumento per misurare l'altezza del bambino e le prove per trovare le giuste dimensioni del packaging ha richiesto diverse prove! Solo dopo aver trovato la via giusta mi sono buttata sulla parte più divertente del lavoro, disegnare gli animali, dall'ape al leone!

Come misurare l'altezza del tuo bambino

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E tu il venerdì come lo usi?

16 Jul 2010 _ a cura di Samuel Gentile

Alcuni dei nostri clienti lo sanno già da un po' e il venerdì il telefono suona di rado.
Come?? Il venerdì è forse il giorno più caotico della settimana, con il week-end alle porte, si pensa ai mille impegni a cui non si vuole arrivare impreparati e il lavoro spesso è solo una fastidiosa scocciatura che si intromette nei nostri pensieri.

Da qualche mese abbiamo riconsiderato il venerdì da un altro punto di vista, riservandolo a noi stessi. Detto così, sembra un elogio all'egoismo e all'arroganza invece... in questo giorno speciale studiamo per i nostri clienti attuali e futuri e ci prendiamo il tempo per capire in cosa dobbiamo migliorare. Ecco che il lunedì ci troverai sempre un po' cambiati.
E tu ti prepari al lunedì?

Venerdì formazione e LAB in Liquid Diamond
Nella foto un "momento LAB" di Andrea Collet e Giuseppe Cosmai

Ci siamo dati una regola semplice, con uno scopo preciso: 4 ore alla settimana alla formazione personale e di gruppo e altre 4 ore all'organizzazione dei progetti e del tempo.

Ma in pratica cosa vuol dire?
Beh è semplice, il venerdì mattina studiamo. Nessuno è perfetto, ma tutti possono migliorare e, nel nostro ambiente, di innovazioni da testare e sperimentare ce ne sono per tutti i gusti, tutti i giorni. Quindi libri alla mano, tutorial sul monitor oppure tutti all'aria aperta, impariamo cose nuove e sperimentiamo nuove soluzioni su progetti decisamente innovativi.

Il pomeriggio invece è dedicato alla riunione organizzativa. Ci serve per fare il riepilogo delle attività svolte (e non svolte) durante la settimana e pianificare quella successiva, anche in funzione dei nuovi progetti, che partono sempre di lunedì, un po' come le diete, ma con maggior successo ;)

Elenco dei progetti sulla lavagna, checklist sul tavolo in sala riunioni, blocco notes e calendario, sei cappelli da indossare e condivisione degli obiettivi sono gli strumenti indispensabili che abbiamo individuato per i nostri incontri.

Riunione operativa del venerdì
In questa foto foto la "Riunione Organizzativa" del tempo da dedicare ai progetti di squadra

Ci riserviamo questo momento organizzativo per poter amministrare al meglio il tempo che abbiamo a disposizione nei quattro giorni di lavoro (lun-gio) durante i quali sviluppiamo i progetti dei nostri clienti.

Se vuoi venire a vedere come funziona qui dentro il venerdì scrivici una email ok?
Siamo sempre alla ricerca del metodo migliore per organizzare il tempo, tu no?

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L'uso delle torte nelle interfacce utente

12 Jul 2010 _ a cura di Andrea Collet

Quando il cliente stesso si occupa un'attività creativa, la ricerca di un'esperienza utente che sappia essere all'altezza è ancora più impegnativa e stimolante: recentemente ci è stato, appunto, chiesto di effettuare un re-design del sito web dello studio UP3 Architetti Associati che, ormai con qualche annetto sulle spalle, necessita di un aggiornamento tecnologico e di una rinfrescata stilistica.

La nuova sfida è creare una comunicazione basata sull'immagine con richiami alla fisicità dei materiali e perciò ci siamo prefissati un obiettivo preciso: progettare un'interfaccia di navigazione il più semplice e il meno invasiva possibile. Io e Giuseppe Cosmai abbiamo sfoderato i nostri cappelli verdi e ci siamo messi subito all'opera in un intenso brainstorming di venti minuti (e poi c'è chi pensa che le idee richiedano giorni per essere sviluppate ;) ). Il risultato è un design che coniuga i requisiti di progetto e... udite udite! Supporta anche la navigazione su tutti i dispositivi touch-screen (si, anche iPhone e iPad!).

Schizzi preparatori

Come? L'idea è molto semplice: abbiamo sostituito la tipica barra di navigazione con un menu a torta (a dire il vero in italiano è più conosciuto come menu radiale, ma a noi piace la traduzione mangereccia dell'inglese pie menu), cioè una comoda tipologia di menu che dispone le voci attorno ad una circonferenza divisa a spicchi anzichè in una lista verticale o orizzontale. Tenendo premuto a lungo il dito su un punto qualsiasi del sito si fa comparire il menu, mentre e trascinandolo lungo i quattro punti cardinali si attiva la navigazione attraverso le varie aree. Quando non serve scompare da solo. Comodo, no? ;)

Test del prototipo

Per ora potete dare una sbirciata a qualche immagine degli schizzi e del prototipo in azione. Presto però lo potrete visitare di persona.

Popolo del mobile, stay tuned!

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Come, un blitz dal cliente?

08 Jul 2010 _ a cura di Valentino Coletto

Scatti rubati e registrazioni audio-video nascoste. La strategia corretta per solidificare la vita che scorre in fabbrica, le battute spontanee e le parolacce, il non-detto sulle labbra e nelle rughe dei lavoratori. Tanto rumore da eliminare nelle registrazioni, si suda tra le macchine instancabili con tre turni al giorno, non siamo in ufficio! 

Trascrizione delle interviste al team di CEEI

Ci si è sporcati di colore, si è riso tanto, tanto da capire che la ripetitività e il senso di responsabilità non sono abbastanza pesanti da ingrigire le persone. Con taccuino e registratore mi nascondevo tra le linee, dietro di me click discreti di macchine fotografiche.

Prove colore per i sacchetti di carta prodotti da CEEI

Il risultato non c'è ancora perché ci stiamo lavorando in questi giorni. Posso anticipare però che il company profile di CEEI sarà spiazzante, soprattutto per il cliente. Leggerà la propria storia vista da occhi curiosi e avidi intervallata da citazioni uscite davvero dalla bocca dei protagonisti.

Un'ibridazione narrativa di punti di vista che squarciano il solito capannone anonimo che nasconde la bellezza.

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