La relazione tra attività cerebrale e comportamenti d'acquisto

A cura di Valentino C.

Su questo blog non ci siamo mai messi a fare gli scienziati e non inizieremo a farlo ora però però se c'è un libro sul neuromarketing che facciamo, lo ignoriamo?

In Italia il titolo è stato tradotto con Neuromarketing ma in inglese, in modo più brutale, si va dritti al cuore della questione con Buyology: in queste pagine Martin Lindstrom ci conduce proprio dentro alla scatola cranica e indaga sulla relazione tra attività cerebrale e comportamenti d'acquisto.

I libri-fuffa sono sempre dietro l'angolo ma stavolta, nonostante proofreading e traduzione un po' approssimativi, la lettura è piacevole e costellata da esperimenti che si servono di metodi testati e scientificamente riconosciuti, per esempio SST e fMRI. E le evidenze che ci riportano sono spiazzanti a volte. Come quelle sui neuroni specchio, mai sentito parlare di loro? Eppure si attivano ogni giorno: quando vediamo qualcuno che cade, oppure quando leggiamo di qualcuno che cade, anche noi riusciamo ad "immedesimarci" in chi cade. Dicono di loro:

«I neuroni specchio saranno per la psicologia quello che il DNA è stato per la biologia.»

fMRI

Che dite, non vi va di esplorare un po' di più questo mondo?
Come mai ci scende una lacrima quando il protagonista di un film subisce una grave ingiustizia?
E scoprire cosa succede nel cervello di un fumatore quando legge la scritta "il fumo uccide" o vede immagini di polmoni neri di cancro?
E poi cosa decide di fare dopo l'esposizione a questo stimolo?

Il libro non l'ho ancora finito e voglio proprio vedere a quali conclusioni arriverà Martin per capire se e come usare queste informazioni nel nostro lavoro. A voi non interessa sapere come decidete al momento dell'acquisto? E come decidono i vostri clienti?

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