I segreti del mare custoditi dallo scrigno di Scardovari

A cura di Paola Vivian

La marca è il territorio dove si crea valore. Raccontiamo storie di marca perché vogliamo cercare, trovare e mettere in rilievo tutti i gesti, i dettagli e i comportamenti che troppo spesso rimangono nascosti. La nostra specialità è immergerci nelle marche alla ricerca di particolari preziosi, di nuove prospettive, di parole non dette – da elevare e mettere in risalto come meritano.

Il sole non era ancora sorto quando ci immergiamo nella marca Consorzio Scardovari, nel Delta del Po, un luogo magico dove l'acqua dolce incontra il mare e la biodiversità è ricchissima. 
La levataccia prima dell'alba, però, è ampiamente ricompensata dalla vista sole che sorge cullati dal mare nella piccola barca di Emanuele, il pescatore che ci accompagna alla scoperta dei segreti del Consorzio Scardovari.

Emanuele ci accoglie nel capanno dove tratta le cozze e custodisce la sua attrezzatura. Tende la mano per farci salire a bordo della sua imbarcazione, proprio mentre il sole inizia a colorare l'acqua di un arancione delicato e unico.
Rimaniamo immediatamente incantati dalla sicurezza dei suoi movimenti, dai gesti fluidi ed esperti di chi conosce bene il mare e non si lascia mai cogliere impreparato dai suoi capricci.

Il pescatore ci racconta di quando, nei decenni precedenti, l'agricoltura e il tessile erano i settori più fiorenti della zona. Quando è stato chiaro che si trattava di lavori destinati al declino, tutti gli abitanti della zona hanno deciso di rimboccarsi le maniche e di reinventasi del tutto. Sono diventati pescatori, imparando da sé, a poco a poco, tutti i segreti del Delta del Po: un luogo speciale, dove l'incontro di acqua dolce e salata ha dato vita a lagune poco profonde – ideali per la coltivazione dei molluschi bivalvi. 

È una storia di famiglie, di madri e padri che hanno tramandato ai loro figli tutti i piccoli gesti quotidiani e le conoscenze che hanno reso il mare una risorsa di lavoro.
Uomini e donne faticano insieme, fianco a fianco, ogni giorno: su 1400 pescatori, la metà sono donne. Quanto sarebbe bello raccogliere e raccontare la storia di ognuno di loro?

Emanuele ci porta con lui nel suo giro del mattino: gli altri pescatori, vedendoci in sua compagnia, allargano la loro cordialità a due perfetti sconosciuti. Salutano, sorridono, mostrano il pescato del giorno. Ci avviciniamo con la barca e ci spiegano cosa stanno facendo, le tecniche utilizzate, condividono la fatica della giornata che si prospetta lunga e piena di mansioni da portare a termine. È un lavoro duro, metodico e paziente, che non ammette si dimentichino dei passaggi o che si salti anche solo una delle numerose fasi nella crescita di vongole, cozze e ostriche.
 

«Vi sareste mai immaginati una cosa del genere, quando ordinate un piatto di spaghetti con le vongole? Oppure con le cozze?» chiede Emanuele, notando – con un pizzico di divertimento - il nostro stupore. 
«No» ammettiamo, osservando rapiti le decine di barche che ci circondano. Tutto brulica di vita: i sorrisi dei pescatori, alcuni in acqua e altri a bordo, le reti sollevate con fatica, il sole ormai alto nel cielo.
«Magari vi lamentate per un euro in più sul costo del piatto, e lo capisco» prosegue Emanuele, «ma qui la realtà è un'altra, dobbiamo lottare per ottenere qualche centesimo in più al chilo».

Dopo averci mostrato tutte le fasi del lavoro, dai vivai alle capanne dove il pescato viene pesato e consegnato al Consorzio, Emanuele ci accompagna al Consorzio. Conosciamo Alessio, un vulcano e idee ed energia che si occupa delle ostriche, la grande novità in forte crescita degli ultimi anni. Il suo investimento in questo mercato di nicchia ha dato nuovo vigore all'economia del pescato: le sue ostriche sono così richieste che la produzione non riesce a soddisfare tutte le richieste. 
Chiacchieriamo poi con il presidente Luigino Marchesini, che ci mostra orgoglioso i grandi impianti di pulizia del pesce: «Ci occupiamo di tutto: controlli sanitari, monitoraggio e tutela del territorio, pulizia, trattative per ottenere il prezzo più vantaggioso per i pescatori».

Sono una grande famiglia, fatta di tante famiglie del territorio.
Ma non è sempre stato così. Il presidente ci racconta di quando ogni pescatore operava per conto della propria cooperativa, entrando ovviamente in concorrenza con le altre. 
Nel 1976, con la nascita del Consorzio, le 14 cooperative si sono finalmente unificate, lavorando insieme per il benessere collettivo. Il Consorzio ha così guadagnato potere contrattuale e maggior benessere dei lavoratori, diventando la realtà più grande d'Italia per la produzione di molluschi bivalvi e quella con il maggior numero di occupati in tutta Europa.

Prima di andare assaggiamo un'ostrica non ancora affinata, al puro sapore di mare, che ci porge uno dei ragazzi al lavoro. Non ci limitiamo a sentirne il sapore: ormai abbiamo aperto lo scrigno Scardovari, sbirciando fra i segreti del mare. Ciò che assaporiamo, quindi, ci sussurra storie e ci parla di fatica, impegno, passione.

   

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