Tipografia: dalla teoria alla pratica

A cura di Livio Savioli

È passato un po' di tempo da questo post, il tempo necessario per seguire il consiglio segnalato ed immergermi ne “Gli elementi dello stile tipografico”. Ringrazio davvero chi mi ha dato questa dritta, perché mi ha fatto scoprire un testo che credo debba essere nella libreria di ogni buon graphic designer.

Rappresenta infatti un'ottima guida sugli aspetti fondamentali della tipografia, raccontati in maniera esaustiva, ma non pedante, fra i quali: perché le lettere hanno certe forme, considerazioni storiche sugli alfabeti, l'importanza del tipo di carta e di stampa in relazione al carattere, le proporzioni e le geometrie della pagina. Aspetti che considerati tutti insieme, concorrono nel ricostruire quel quadro di romanticismo, quell'aura di calore e passione che storicamente fa parte di questo mondo, che è molto legato all'uomo ma che la moderna tecnologia ci ha fatto un po' dimenticare.

Nell'entusiasmo di consolidare le mie conoscenze sull'argomento, mi sono inoltre tuffato nella lettura di altri[nbsp]due libri che aiutano ad avere una visione più completa: “La forma della scrittura” e “Just my type”. Il primo è di carattere più enciclopedico e racconta la storia degli alfabeti partendo dalle civiltà mesopotamiche fino ai giorni nostri. Interessante perché mette in luce le relazioni fra tecnica e strumenti di produzione delle forme delle lettere, cultura, momento storico, movimenti artistici e architettonici.

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Just my Type” è un libro di storie sui caratteri e dei loro progettisti, racconta aneddoti legati al mondo della tipografia, il dietro le quinte delle lettere.
Riporta ad un mondo più umano i grandi typo designers, facendo trasudare il loro pensiero e filosofia, svelandone con leggerezza aspetti che solitamente rimangono tralasciati. Uno su tutti e che mi ha particolarmente colpito, forse proprio perché decisamente negativo, è il lato oscuro di Eric Gill, autore del famoso Gill Sans, che consiglio di approfondire in questo articolo[nbsp]di Fiona McCarthy per The Guardian.

Decisamente simpatico, invece, il capitolo dedicato al Comic Sans che ne racconta la storia mettendo in evidenza perché questo carattere tanto odiato abbia ottenuto una popolarità così ampia. E a proposito di progetti di caratteri poco curati, da qui potete sbirciare un estratto del capitolo dedicato.

Questa la teoria, ma nella pratica come si possono tradurre tutte queste conoscenze? Sicuramente nella cura che metto nella progettazione di strumenti di comunicazione, ma c'è chi si spinge oltre, come il mio amico Matteo Bertin che vuole creare un laboratorio di stampa tipografica.
Vi rimando a questo sito per i dettagli e per poterlo aiutare votando il suo progetto. Abbiamo la possiblità di ricostruire quel mondo poetico e che stiamo perdendo: per questo gli ho dato 5 minuti del mio tempo per votarlo, e voi ?

Qui sotto, invece, i link alle schede su aNobii dei libri citati

Gli elementi dello stile tipografico

La forma della scrittura

Just my type (in inglese)

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