Come scegliere il nome di un'azienda

A cura di Stefano Padovan

Attraverso il nome un'azienda si presenta e si fa conoscere.

Il nome diventa spesso parte integrante del marchio aziendale. Per essere precisi è, in termini legali, il primo elemento del marchio aziendale e si definisce marchio nominativo.

La scelta del nome è quindi molto importante.

Quando si parla di scegliere il nome di un'attività, un negozio o un'impresa, la creatività sembra essere l'unica cosa importante per farsi venire una buona idea.

Quindi ci si lancia spesso alla ricerca del nome perfetto senza punti di riferimento, aspettano l'ispirazione o un colpo di genio. Aspettando la sensazione di sentire che il nome è “quello giusto”.

Ma non funziona così. Primo, perché una ricerca così poco strutturata può richiedere tempi molto lunghi.

Secondo, perché spesso i nomi ci sembrano perfetti col senno di poi. Apple e Coca-cola sono due ottimi esempi: il primo, un nome comune. Il secondo, l'unione dei nomi dei due ingredienti principali della prima ricetta.

Non proprio “attacchi di creatività”. Questi nomi, però, rispettano precisi criteri di efficacia. Vediamo quali sono.

I sei criteri per scegliere il nome di un'azienda

Fai tuoi questi sei punti di riferimento, la scelta diventerà più facile se conosci il risultato che dovrai ottenere. Non impazzire vagando nel vuoto, e ricorda che un nome per essere efficace deve essere:

  1. Facile da ricordare.
  2. Corto: veloce da leggere, da comprendere e da dire.
  3. Originale: cioè diverso dai nomi che si sentono di solito all'interno dello stesso settore merceologico.
  4. Positivo: un nome associato a una idea negativa suscita diffidenza; meglio se il nome risulta anche divertente.
  5. Orecchiabile: come suona il nome? Lettura e ascolto non sono la stessa cosa. Teniamole presente entrambe.
  6. Pronunciabile: niente spazio per nomi contorti. Se è difficile da pronunciare non si presta molto bene al passaparola...

Cosa invece bisogna proprio evitare? Nomi generici e acronimi: risultano freddi e impersonali. Ovviamente esistono le eccezioni ma se vogliamo facilitare il nostro lavoro di ricerca, meglio seguire questi consigli.

È il momento di pensare al nome

Queste caratteristiche ci dicono come deve essere un nome efficace. Ma come trovarlo, adesso?

Niente paura. Ora te lo spiego.

Prima di tutto devi sapere quali tipi di nome puoi dare alla tua azienda (o a un qualsiasi oggetto, in realtà). Ho trovato questa classificazione nel libro Naming di Guido Sodano. Penso sia molto utile perché aiuta a mettere ordine alle idee.

I nomi che puoi dare alla tua azienda si differenziano in parole, non parole, rilevanti e non rilevanti.

In breve: i nomi parola sono nomi che hanno un significato, le non parole invece no, sono nomi inventati. Parole e non parole possono essere rilevanti, quando dicono qualcosa di significativo su chi o cosa li porta, o non rilevanti, quando invece non lasciano intendere di che cosa si tratti.

Incrociando questi parametri puoi ottenere una matrice che classifica i diversi tipi di nome. Ecco alcuni esempi che ti aiuteranno a schiarirti le idee.

Specificità dei nomi per le aziende

Una regola non scritta è quella di cercare un nome che faccia in qualche modo capire di che cosa si occupa l'attività che si vuole aprire – o a cui si vuole cambiare nome.

In realtà, seguendo questa regola si finisce molto spesso per dare all'attività nomi sentiti e risentiti. Oppure per dare il proprio nome di famiglia.

Entrambe queste decisioni però non riusciranno a distinguere la tua attività. Non farti intimorire. Chiamare la tua impresa con un nome non parola o non rilevante può essere un'ottima scelta se accompagni il nome a un claim che specifica di che cosa si occupa la tua attività.

Una buona strategia è quella di scegliere un nome parola e rilevante, ma con una certa libertà. Per fare un esempio, noi abbiamo chiamato il nostro laboratorio di scrittura commerciale “Matita”, nome che per noi ha un significato particolare, ma che in prima battuta certamente non fa pensare alla scrittura commerciale.

Un nome con un livello di rilevanza non troppo alto ti permetterà inoltre di trovare più facilmente un dominio disponibile per la tua pagine web, cosa che al giorno d'oggi bisogna sicuramente tenere in considerazione.

E ti permetterà anche di concentrarti maggiormente su aspetti solitamente sottovalutati, come ad esempio il suono del nome, la sua leggibilità, oppure a parole che hanno un significato speciale per te, per il tuo modo di vedere le cose (pensa ancora ad Apple: su wikipedia puoi leggere perché Steve Jobs ha scelto questo nome, ed è molto istruttivo).

Breve storia triste (istruttiva)

Prima di scatenare la vostra fantasia, una breve storia che ha qualcosa da insegnare.

Questa è la triste storia di una app per Windows 8. Una specie di calcolatrice in grado di leggere i numeri scritti a mano su un touch screen. Il nome pensato univa due parole significative per questa app: “ink” (inchiostro) e “calculator” (calcolatrice).

Dopo essersi resa conto che in Italia “Inkulator” faceva pensare a ben altro, la Microsoft ha tolto dal mercato italiano la app, che è riapparsa successivamente con un altro nome: “Kanakku”, che in lingua tamil significa “matematica”.

Questa storiella ci insegna una importante lezione: dobbiamo pensare al significato del nome della nostra azienda nelle più diffuse lingue internazionali. Soprattutto se il nostro mercato si estende oltre i confini nazionali.

Per evitare di fare questa fine, sottoponi il nome che scegli a questo check-point.

  • È corto?

  • È semplice o difficile (pronuncia e significato)?

  • Come funziona nelle altre lingue?

  • Si associa a sensazioni positive?

  • È credibile (non troppo altisonante)?

  • Si può abbreviare? (Se si, abbreviarlo fin da subito, o lo farà il pubblico.)

Se il tuo nome passa questo test di verifica, ci sono ottime possibilità che tu abbia fatto un ottimo lavoro.

 

 

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