Newsletter efficaci: come misurare i risultati

A cura di Paola Vivian in Articoli

Per ottenere buoni risultati con l'invio delle tue newsletter, oltre a curare forma e contenuto (prova a dare un'occhiata a Scrivere una newsletter è facilissimo se sai come farlo) è importante tenere in considerazione alcuni parametri fondamentali.

Definisci gli obiettivi

Il primo passo da compiere è definire in maniera chiara cosa ci si aspetta dall'invio della propria newsletter: altrimenti, è impossibile stabilire se quanto ottenuto è in linea oppure no. Naturalmente gli obiettivi non devono essere irrealistici; non ci si può aspettare che l'invio di una newsletter ottenga un tasso di apertura del 100% e che tutti i destinatari acquistino da noi nel giro di tre giorni!

 

Controlla i dati

Diverse piattaforme possono aiutarti a spedire i tuoi contenuti; fra le più diffuse c'è MailChimp.

MailChimp e altri servizi di e-mailing ti aiutano ad avere sempre a portata di mano i dati principali relativi all'invio delle tue comunicazioni e alla loro accoglienza da parte del pubblico. Ecco a quali numeri prestare attenzione.

Il tasso di apertura

Balza subito all'occhio il tasso di apertura, il primo dato a cui si presta attenzione in modo spontaneo, anche se non si è esperti in materia. Spesso nell'osservarlo si può provare un sentimento di sconforto: il tasso di apertura è molto più basso di quanto ti aspettavi! No panic: è normale, il tasso di apertura medio si assesta intorno al 25%.

Quindi non aspettarti di sfiorare il 100% con la tua prima newsletter... ma punta in alto e tieni monitorati anche altri indicatori, altrettanto importanti.

 

Il tasso di consegna

Noto anche come Delivery Rate, il tasso di consegna è la percentuale di persone a cui il messaggio è stato consegnato nella propria casella di posta. Una piccola percentuale di “rimbalzo” è normale, e si può suddividere in due categorie.

Gli hard bounce sono errori di consegna permanenti; il messaggio viene rifiutato perché l'indirizzo non è valido (può essere stato riportato in maniera errata oppure non esistere più). Oppure, è considerato come spam dal server del destinatario.

I soft bounce sono invece problemi temporanei, che accadono perché il server è temporaneamente inattivo o la casella del destinatario è piena.

Se gli hard e soft bounce rappresentano una percentuale troppo consistente, c'è qualcosa che non va: probabilmente la lista dei contatti è stata importata o acquistata da fonti esterne, ed è ormai obsoleta oppure imprecisa.

Il modo migliore per diminuire questi inconvenienti è prendersi cura del proprio database di contatti a cui inviare le proprie newsletter, avendo cura di aggiornarlo spesso e di mantenerlo “pulito”.

Il tasso di click

Il Click-Through Rate (CTR) misura quante volte si clicca su un collegamento presente nella comunicazione. Fra i destinatari che hanno ricevuto correttamente la comunicazione, quindi, resta traccia della percentuale che ha deciso di cliccare in ogni link della newsletter – e quante volte lo ha fatto.

Si tratta di un dato molto interessante, perché permette di fare un passo oltre: non solo quante persone sono state raggiunte, ma anche quanto sono state interessate e coinvolte dal contenuto, al punto da decidere di cliccare gli approfondimenti.

Misura i risultati

Insomma, non limitarti a schiacciare invio e sperare che dopo qualche minuto orde di clienti inizino a suonare al tuo campanello. Monitora e misura i risultati: solo così potrai avere un'idea chiara e precisa di dove intervenire per aumentare l'efficacia delle tue newsletter.

 

 

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